Finalmente Federer: cosa dobbiamo aspettarci?

Il campione svizzero rientra nel circuito a Doha dopo oltre un anno di assenza: dubbi e speranze sulle sue condizioni, come nel 2017...

di Gabriele Granati
Gabriele Granati
(8 articoli pubblicati)
Il ritorno vincente di Federer nel 2017

"Sarà un ritorno in grande stile, come nel 2017, potrà vincere altri Slam" "No, non tornerà a livelli di eccellenza, l'età si farà sentire anche per lui". Raramente un ritorno in campo, in qualsiasi sport, è stato tanto atteso. Ma quando si parla di Roger Federer, il "Maestro" del tennis, non potrebbe essere altrimenti. L'ultima partita ufficiale risale al 30 gennaio 2020, sconfitta in semifinale degli Australian Open contro Djokovic. Poi, due operazioni al ginocchio destro che lo hanno costretto ai box per tutta la passata stagione e per il primo Slam del 2021. Da mesi ci si interroga su quale Federer potremo trovare al suo ritorno.

Ora quel momento è arrivato, e sarà appunto il secondo "come back" dopo un lungo stop. Era già successo tra 2016 e 2017; altra operazione al ginocchio (il sinistro) dopo Wimbledon 2016 a chiudere la stagione. Tutti ricordiamo il modo in cui era tornato. Trionfando in Australia dopo 6 mesi di stop, vincendo uno Slam a quasi 5 anni dall'ultimo, e battendo in finale il rivale di sempre, Nadal, al termine di un match indimenticabile lungo 5 set. Oltre al risultato, ad esaltare appassionati e tifosi era stato il modo in cui ci era riuscito. Nessun dubbio sulla sua classe ed eleganza, immancabili, a sorprendere erano state una condizione atletica eccellente e soprattutto la brillantezza, quasi sfrontatezza, del suo gioco.  Se infatti conoscevamo la sua abilità col dritto di velocizzare il colpo, a volte in controbalzo, per alzare il ritmo e togliere il tempo all'avversario, eravamo invece abituati a vederlo molto più conservativo con il rovescio. Tra il colpo piatto "in top" e il colpo slice, "in back", quest'ultimo era il più utilizzato, quasi abusato a volte. E se risultava una valida opzione nella costruzione del punto, costringendo il rivale a gestire una palla bassa e liftata, d'altro canto gli avversari sapevano di poter provare a mettere in difficoltà Federer sul lato sinistro del campo. Proprio nelle innumerevoli sfide contro Nadal, Roger subiva continuamente sul rovescio, in crisi anche per la peculiarità del colpo mancino dello spagnolo, con la palla tendente ad alzarsi verso l'esterno, quasi irraggiungibile per il rovescio a una mano dello svizzero. A Melbourne, invece, si presentò con un rovescio "in top" anticipato, propositivo e penetrante. Memorabili alcune accelerazioni di rovescio contro il dritto di Rafa, sulla diagonale in cui per anni aveva patito le pene dell'inferno. Lo Slam australiano del 2017 non fu solo un "canto del cigno", ma il preludio ad altre tre stagioni di altissimo livello, una nuova giovinezza, con altri due Major vinti, la prima posizione del ranking e il superamento dei 100 titoli in carriera.  

Visto il precedente, è auspicabile ritrovare Roger (ora numero 5 ATP) ancora al top, ma si deve anche essere realisti. L'età non gioca certamente a suo favore: la sua longevità è già di per sé unica, soprattutto per il livello tenuto in uno sport logorante fisicamente e mentalmente come il tennis, ma ad agosto avrà 40 anni. E come ha dichiarato di recente il suo storico preparatore atletico Pierre Paganini, nel 2016 lo stop (limitato), aveva consentito di mantenere muscoli tonici e di riprendere rapidamente gli allenamenti con importanti carichi di lavoro. Stavolta per l'inattività di mesi i suoi muscoli risultavano deteriorati, obbligando a ripartire gradualmente e con estrema cautela; per ritrovare brillantezza e velocità ci vorranno diverse partite di rodaggio.

Il calendario potrà dare una mano a Federer in tal senso. Se infatti l'inizio sarà in salita, dobbiamo ricordarci quali sono gli obiettivi di Roger, che torna con l'idea di provare a vincere nei tornei principali: il mirino è puntato su Wimbledon per fine giugno, poi alle successive Olimpiadi di Tokyo. Tutto il mondo del tennis spera di rivederlo al massimo in queste competizioni, a battagliare nuovamente con Djokovic, Nadal e tutti gli altri big, e mostrare i suoi lampi di classe inarrivabile

Fonte: l'autore Gabriele Granati

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