Buona la terza per Tyson Fury che abbatte Deontay Wilde, il re è lui

Grande match nei pesi massimi  Wbc , onore allo sconfitto ma  il campione ancora una volta si conferma meritatamente lo straordinario Gipsy britannico del ring

di Luca Sala
Luca Sala
(285 articoli pubblicati)

Nel deserto del Nevada abbiamo assistito ad un incontro epico  degno dei migliori di una volta in stile Don King ,l'insuperabile re degli organizzatori in campo sportivo, per il resto ci siamo davvero riconciliati con l'autentico spirito della migliore Noble Art.

C'e' poco da fare o da dire,  quando combatte Tyson Fury, il migliore della categoria, il campione piu' credibile che ci sia lo spettacolo e' assicurato  dalle sicure sue doti tecniche e di potenza sul quadrato equivalenti al suo carisma  da  autentico istrione prima e dopo ogni suo incontro.

Gia' alle operazioni del peso faceva impressione questo omone  alto 206 cm  che segnava sulla bilancia  277 libbre pari a 126kg, aggiungeteci una barba da feroce saladino e otterrete un incubo terrificante per tutti i poveri suoi avversari.

Il predestinato alla sconfitta di turno era al suo terzo appuntamento con la morte, Bronze Bomber Wilder si presentava molto piu' grosso delle precedenti volte, muscoloso ed inquietante  per tanti ma non per uno come l'inglese di Manchester  che difatti l'aveva  paragonato ad un salsicciotto destinato a fare una brutta fine nel corso della solita irresistibile conferenza stampa pre-match.

Comunque venendo al cuore dell'incontro sottolinerei il sostanziale equilibrio iniziale rotto dalla solita castagna pesantissima del campione in carica al terzo round con cui spediva al tappeto l'americano, che si rialzava scosso ma deciso a continuare la battaglia , come dimostrava la quarta frazione dove era lui a mettere a sedere per ben 2 volte l'inglese parso tornare alla mascella di vetro di inizio carriera.

Nella bolgia dei tifosi il match si dipanava avvincente e piuttosto incerto, di sicuro proseguiva la carica a centro ring di Fury che si buttava letteralmente addosso all'avversario aprendosi la via con il solito grande lavoro di  jab precisi in aggiunta alla buona mobilita' del tronco invidiabile a questi livelli di peso.

Per contro ammirevole la difesa dell'avversario, capace di schivare parecchi fendenti e sempre pronto a liberare la dinamite dei suoi colpi, finche' ha potuto farlo naturalmente.

Come volevasi dimostrare alla decima ripresa il gran lavoro del campione sortiva il secondo atterramento di Wilder  che andava cosi' incontro al definitivo game over nel successivo round numero 11 fulminato da un  poderoso gancio destro  che lo mandava a nanna una volta per tutte per la comprensibile gioia del vincitore e del suo folcloristico clan.

L'onore del pugilato  e' salvo , noi appassionati  possiamo continuare a credere ed amare  questo meraviglioso sport di vita  grazie al solo ed autentico king dei massimi  in circolazione assolutamente degno dei  grandi del passato.

Fonte: l'autore Luca Sala

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