Citata per danni perché incinta

L' INCREDIBILE STORIA DI SARA LUGLI,  GIOCATRICE DEL VOLLEY PORDENONE, CON IL QUALE MILITAVA IN SERIE B

di Maria chiara Visconti
Maria chiara Visconti
(2 articoli pubblicati)
IL POST

Vi è mai successo che in un contesto sociale, lavorativo o sportivo che sia,  veniste giudicati e non tutelati solo perchè magari donne e reputate inferiori?

È sconcertante pensare che ad oggi, nel 2021, una donna venga accusata di "non aver rispettato il contratto" solo perchè rimasta incinta.  Durante la stagione 2018-2019, l'atleta, che all'epoca militava in serie B con il Pordenone, scopre di aspettare un bambino a Marzo e, immediatamente,  comunica alla società il suo stato interessante, risolvendo consensualmente il contratto. E fin qui nulla di strano!

La donna reclama lo stipendio del mese di Febbraio, durante il quale ha normalmente fornito le prestazioni sportive.   Due anni dopo, complice sicuramente la crisi che il mondo dello sport sta vivendo a causa della pandemia, Sara riceve una citazione a giudizio per "danni economici". L' accusa, racconta la stessa con un post su Facebook, è quella che al momento in cui sottoscrive il contratto (a 38 anni),  non informa la stagione società del suo desiderio di gravidanza.  Tra le accuse mosse verso la donna ci sarebbe quella dell'ingaggio troppo elevato e, conseguentemente al suo ritiro, la perdita di sponsor e il calo di prestazione della compagine.  Solo pochi mesi dopo, la coppia perde il bambino, per aborto naturale.

La vicenda, su cui si sono espressi i più grandi personaggi del mondo dello sport italiano e il presidente del CONI Malagò, rischia di aggravarsi ancora di più in seguito alla mancanza di leggi, nel mondo dello sport, che tutelino le donne:  solo gli uomini sono riconosciuti come professionisti e godono di leggi a loro tutela.  

«Chi dice che una donna a 38 anni, o dopo una certa età stabilita da non so chi, non debba avere il desiderio o il progetto di avere un figlio? Non è che per non adempiere ai vincoli contrattuali stiano calpestando i Diritti delle donne, l'etica e la moralità?», denuncia la donna  «Se una donna rimane incinta non può conferire un danno a nessuno e non deve risarcire nessuno per questo. L'unico danno lo abbiamo avuto io e il mio compagno per la nostra perdita e tutto il resto è noia e bassezza d'animo», conclude la pallavolista.  In seguito all'accaduto Mario Draghi potrebbe finalmente estendere il professionismo anche alle donne. 

Fonte: l'autore Maria chiara Visconti

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