Le Olimpiadi secondo Manuela Levorato : prima parte

A pochi giorni dalla fine delle olimpiadi, tiriamo le somme attraverso un'analisi schietta e sincera della nostra indimenticabile velocista Manuela Levorato

di Fabio Faiola
Fabio Faiola
(103 articoli pubblicati)

Manuela Levorato è  una delle persone più schiette in giro, chi la conosce sa che quando lei esprime un parere, lo fa con spirito costruttivo e, visto il grande successo inaspettato dell'atletica italiana alle recenti Olimpiadi di Tokyo,  le abbiamo chiesto di rilasciarci questa intervista.

 Cosa pensa di queste Olimpiadi e dei super record fatti dai vari atleti?

Penso un po' quello che tutti pensano: credo che piste e scarpe di nuova generazione abbiano contribuito. Ricordo che in tutte le manifestazioni ci sono stati dei record, quindi non mi stupisco nemmeno di questi però,  se devo dirla tutta, i record che mi hanno impressionato maggiormente sono quelli nei 400 ostacoli maschili e femminili di Warholm e della McLaughlin , anche se non sono delle sorprese perché  tali atleti corrono anche i 400 metri piani con tempi importanti.

Quaranta medaglie sono un bottino più  che soddisfacente,  ma si è  avuta la sensazione che sia mancato qualcosa per completare l'opera, in maggior modo negli sport di squadra, e mettiamoci pure il mezzo passo a vuoto del nuoto. È d'accordo?

Si, ho avuto l'impressione che potessimo superare le 40 medaglie, ma siamo mancati su tutti i fronti negli sport di squadra,  come invece  non era accaduto in passato. Il basket è  uscito a testa alta, mentre la pallavolo femminile mi ha deluso, forse le ragazze sono arrivate troppo sicure, ma questa è  solo una mia considerazione personale. Sicuramente il lockdown ha favorito gli sport individuali, permettendo agli atleti  di allenarsi a casa e penalizzato quelli di gruppo, che hanno bisogno di più coesione. Il Presidente del Coni Malago' avrà  il suo bel da fare per rivedere le cose che non hanno funzionato, come il settore della pallanuoto. Il nuoto, invece, pur non avendo avuto il grande acuto, ha portato ben 19 atleti alle finali, e, quindi, la base è  solida. Il dopo Pellegrini è  come  il dopo Bolt per  l' atletica.

Avrebbe mai immaginato gli ori di Jacobs e della 4x100?  Se fosse stato vivo Mennea, cosa avrebbe detto di questa impresa?

Quello che è  successo negli ori nessuno lo poteva immaginare,  Tamberi era pronosticato tra i medagliati,  mentre Marcel è  stata la sorpresa delle sorprese, perchè sono 2 anni che stupisce tutti, e direi che Jacobs era un saltatore  in lungo eccezionale e avrebbe potuto fare la differenza anche lì.

 Facendo un'analisi tecnica, ricordo bene che il velocista azzurro l'anno scorso aveva uno sguardo più  remissivo alla partenza, mentre  adesso è come se gli fosse scattato qualcosa  nella testa   che lo ha definitivamente sbloccato.  Nella 4x100 sono più di 10 anni che lavoriamo molto bene, tanto è  vero che i  nostri cambi ce li invidiano tutti. 

Mi ha fatto sorridere Carl Lewis per come ha bacchettato gli sprinter statunitensi, come se fossero degli scolaretti  che con i loro cambi scandalosi hanno buttato via una medaglia.

Pagherei per sapere che cosa avrebbe detto Mennea  e ci metterei anche Vittori, che aveva sempre frasi colorite per descrivere le cose. Pietropaolo sarebbe stato orgoglioso dei suoi discendenti della velocità  e forse  avrebbe detto chissà  cosa avrei fatto io con una pista così  performante, ed è  bello pensare, come ha detto Tilli, che Pietro ha guidato dall'alto  i 4 velocisti azzurri, togliendoci da un pantano che durava ormai da  40 anni.

Ci sono state tante polemiche sulle nuove scarpe e  sulla pista,  due fattori  che aiuterebbero non poco gli  atleti stessi,  ma questo è  il prezzo da pagare per ogni  epoca che si evolve. Cosa ne pensa?

Penso che per credibilità e rispetto verso il nostro sport, bisognerebbe mettere dei paletti da parte della IAAF per vedere fino a che punto queste scarpe permettano agli atleti di essere avvantaggiati, visto  che secondo recenti studi, sembrerebbero che diano un vantaggio di 8 centesimi ogni 100 metri. Mi viene in mente l'episodio dei famosi costumoni per il nuoto che facevano  galleggiare gli atleti come dei sugheri.

Fine   parte.

Fonte: l'autore Fabio Faiola

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