Le power units nella Formula 1 2018

Con quali unità scenderanno in pista le scuderie? Cosa ci s'aspetta da loro? Lo scopriamo nel nuovo focus sulla stagione 2018.

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(125 articoli pubblicati)
Sarà affidabile

Il countdown per l'inizio della nuova stagione di F1 è a quota -16, e nell'attesa che finalmente scenda a zero, prosegue il nostro focus sugli elementi principali che comporranno il 2018. Dopo gli appuntamenti sui piloti e gli ingegneri (link nei commenti per coloro che se le fossero perdute), è giunto il momento di scoprire quali power units (ormai definirli solo "motori" è pressoché desueto) ruggiranno sui circuiti di tutto il mondo.

MERCEDES - Dall'inizio dell'era ibrida a Stoccarda non hanno sbagliato un colpo. La casa della Stella ha portato a casa risultati storici sia come costruttore in proprio che come fornitore. Infatti, oltre alla propria scuderia, la Mercedes quest'anno fornirà anche Force India e Williams, due team che nel recente passato hanno portato a casa grandi risultati. Ci s'aspetta grande potenza, grande risparmio nei consumi e grande affidabilità, quest'ultimo elemento cardine della stagione, visto che le unità da usare nell'arco di tutto il campionato saranno 3 (alla quarta scattano le pesanti penalità in griglia). La power unit da battere, ma attenzione agli avversari.

FERRARI - La prima nella lista degli oppositori è senza dubbio la power unit concepita e realizzata a Maranello. Ruggirà ovviamente sulle Rosse e poi sulla Haas e sulla Sauber (sotto marchio Alfa-Romeo). Dal 2014 a oggi l'unità del Cavallino ha fatto passi da gigante, soprattutto sul piano della potenza derivata dalla parte ibrida dell'unità (l'MGU-H), ma sul piano dell'affidabilità deve liberarsi dei problemi che lo scorso anno hanno afflitto i sogni di gloria di Vettel e compagni. Il limite sceso a 3 non aiuterà, ma a Maranello è vietato sentirsi sconfitti ancor prima di gareggiare. I valori verranno riscritti? Difficile, ma non impossibile.

RENAULT - La casa francese, come Mercedes e Ferrari, sarà fornitrice di tre team: la propria scuderia (attesa al definitivo salto di qualità), la sempre temuta Red Bull (con marchio Tag Heuer) e la novità McLaren, per la prima volta nella storia della blasonata scuderia britannica. Come la Ferrari non avrà un aiuto dall'abbassamento del limite di unità da usare senza penalità, specialmente guardando alle rotture avvenute negli ultimi gran premi del 2017 (che causarono polemiche con l'ex cliente Toro Rosso). I rapporti sempre difficili con la Red Bull non aiuteranno la Renault a lavorare in serenità, ma nella propria storia la casa francese ha superato tante difficoltà, perciò è doveroso attendere un riscatto.

HONDA - Il marchio nipponico come nelle ultime 3 stagioni sarà solo su una monoposto, ma stavolta non sarà sulla McLaren, bensì sulla Toro Rosso. Il mesto divorzio dalla scuderia di Woking è un duro boccone da mandar giù, ma in Giappone è ormai tradizione rialzarsi da periodi d'oblio. Franz Toest e soci sperano nella ferrea volontà nipponica, e dopo i primi giorni di test sembra che almeno sul piano dell'affidabilità ci sia stato un miglioramento. Se verrà trovato un modo per non mandare in crisi l'MGU-H, la sezione da sempre punto debole negli anni con la McLaren, la Honda potrebbe essere la sorpresa della stagione. Un altro fallimento è severamente vietato.

Queste erano dunque le power unit che verranno attivate sulle monoposto di Formula 1 nel 2018. Nel prossimo appuntamento ci sarà l'analisi delle novità che Liberty Media ha approntato per il 2018, dall'addio alle "ombrelline" sino al nuovo orario di partenza dei GP (15.10 l'ora standard nelle gare europee). Porteranno frutti? Mercoledì prossimo faremo qualche ipotesi...

Fonte: l'autore Edoardo Gori

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