Il vecchio e il leone, la storia si ripete

Hamilton braccato dalla furia Verstappen. Un film già visto in passato, quando una nuova era invade la formula uno

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(134 articoli pubblicati)

Correva l'anno 1984, Niki Lauda sognava il tris iridato, questa volta con la Mclaren dopo i 2 vinti con la Rossa. Aveva già 35 anni quando di prepotenza arrivò un nuovo prototipo di pilota, più ragioniere che spericolato: Alain Prost, anni 29 e da 4 nel circus iridato.

Non fu mai una guerra fratricida tra Lauda e Prost, con l'austriaco più furbo del francese e Alain più marpione. E' l'anno che vede un rocambolesco gp di Monaco interrotto per pioggia, quando la gara, guidata da Prost, viene interrotta su suggerimento del francese che ha alle sue spalle un aereo dal casco giallo che sotto l'acqua sta volando. Prost pensa "meglio una gallina oggi che un uovo domani", meglio una vittoria oggi che domani... così tra le polemiche vince ma la sorte vuole che i punteggi vengano dimezzati perché la gara non è stata completata.

Ecco, Prost perderà quel mondiale con Lauda per 0,5 punti, il margine più risicato della storia della Formula Uno. Per il vecchio Lauda tris iridato e voglia di appendere il casco al chiodo, cosa che avverrà in un anonimo 1985.

La storia che vede oggi la sfida tra Hamilton e Verstappen è un remake di quanto storicamente ci ha offerto la formula uno.

Lo stesso Prost, a 33 anni, nel 1988 consiglia a Ron Dennis un buon pilota come compagno di squadra per detronizzare Piquet campione in carica. L'unico problema è che quel pilota che vedeva in Alain una sorta di mito (agli inizi sia chiaro) ha talento da vendere. Si son conosciuti di botto per inaugurare il nuovo Nurburgring in una gara per sole Mercedes che quel pilota prima chiede a Prost tante informazioni sul circuito e poi li batte tutti: si chiama Ayrton da Silva, Senna.

Oggi, dice Prost, non consiglierebbe mai a Dennis di ingaggiare il brasiliano, che al primo colpo vince il mondiale e sposta su di sé le attenzioni del box. Forse Prost sottovaluta il pericolo o forse pensa di essere nettamente più bravo di Senna ma tant'è che il vecchio leone ora è sfidato da un pilota di 5 anni più giovane.

Quello stesso pilota, divenuto leggenda, che si scontra fisicamente in un gp di Francia con un astro nascente dalla faccia tosta. E' ora Senna a fiutare l'arrivo di un nuovo leone che, dopo la ramanzina e la gara sospesa, rifà stessa mossa e lo caccia sulla sabbia. Non è che non abbia capito niente, è che quel trono da numero 1 è solo per un unico pilota: Michael Schumacher, anni 25 quando Senna affronta il mondiale 1994 a 34 anni.

La Formula Uno è una lunga tradizione che oggi ha perso molto del suo fascino pericoloso. Il destino purtroppo ci ha negato la sfida Senna-Schumi e ne Damon Hill e ne Mika Hakkinen hanno regalato scontri epocali, ci hanno provato, con diverso esito Villeneuve e Montoya e per un po' ci siamo divertiti.

Si è divertito di meno il Kaiser Schumi che a 37 anni vuole ancora la gloria ma dal cilindro di Flavio Briatore spunta un altro talento dal carattere esuberante, ha 25 anni proprio come il tedesco quando sfidava Ayrton e si chiama Fernando Alonso. Vince 2 mondiali consecutivi poi si vende male e da quei 2 titoli non si muove. Un vero peccato.

Alonso, da numero uno, guida il post Schumi convinto di esser il più forte ma ad appena 26 anni va a sbattere contro un fenomeno di 22 anni che catalizza su di sé il cuore di Ron Dennis: si chiama Lewis Hamilton ed è destinato ad avere numeri da primato assoluto.

Hamilton a differenza di Alonso si sa vendere benissimo, passa dalla Mclaren alla Mercedes quando questa ancora non è la monoposto mangia mondiali, resta indifferente al poker Vettel-Red Bull poiché convinto sia la macchina e non il pilota a far la differenza poi ecco che la storia si ripete, e a spuntar dal nulla è un olandese di 24 anni che oggi sfida il britannico che di anni ne ha 36, si chiama Max Verstappen ed è appena entrato in collisione con Lewis in Inghilterra. Da primo in classifica, da pilota che una volta che ha assaporato la gloria della cima della classifica non vuol più scendere.

Ed è la storia che si ripete.

E lasciateli sfidare senza penalità!!!

Fonte: l'autore Francesco Fiori

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