F1: Ferrari, finché leggi le sliding doors…

A Melbourne e a Sakhir la Ferrari e Vettel hanno letto alla grande le svolte cruciali della gara. Una qualità indispensabile in Formula 1.

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(125 articoli pubblicati)
200 di questi gran premi

 I momenti da sliding doors in Formula 1 sono una prassi. Sapere leggerli e sfruttarli è un’abilità che è indispensabile avere per vincere, se poi la fortuna ti assiste meglio ancora. La Ferrari e Sebastian Vettel mosse azzardate così ne hanno fatte spesso e a volte sono rimasti scottati. Tanto per citarne due: Belgio 2015, dove Vettel vide sfumare un podio per lo scoppio della gomma posteriore destra dopo l’Eau Rouge, e Austria 2016, con un altro pneumatico esploso in pieno rettilineo. Erano questi i fantasmi che circondavo i box della Rossa quando nelle orecchie del tedesco è giunto il team radio che annunciava la scelta del piano B, ovvero andare fino in fondo.  

La situazione era pressoché disperata: le Mercedes con la scelta delle mescole medie pareva avere fatto scacco matto, Raikkonen era fuorigioco per lo sciagurato pit stop costato una gamba ad un meccanico.  Andare avanti con le soft sembrava follia, una mossa che nemmeno i più grandi riescono a portare a termine. Eppure Vettel è rimasto freddo e concentrato, non ha concesso niente a Bottas in piena rimonta e ha trionfato nella stessa maniera con cui il finlandese l’aveva battuto l’anno passato in Russia e in Austria: con una volata vinta dopo gli ultimi disperati assalti. 

Se a Melbourne la Ferrari aveva colto una chance che richiedeva molta astuzia, a Sakhir c’è stato un atto di pura audacia, la quale spesso aiuta nell’approvvigionamento di  quell’ingrediente che serve per completare al meglio i capolavori: la fortuna. Certo, essa da sola non sempre basta per vincere uno o due gran premi, figuriamoci i mondiali. Per quelli bisogna possedere anche tante qualità che finora alla Ferrari hanno dimostrato di avere in abbondanza, sia ai box che in pista coi piloti. Il Mondiale è ancora ai suoi albori e, visti anche gli avversari, saranno guai se qualcuno si adagiasse sui segnali di queste due gare. Se ai box continueranno a saper leggere così le sliding doors, se Vettel manterrà questa tenacia e Kimi non cadrà nei fantasmi che un ritiro assurdo come quello di ieri potrebbe evocare, allora la missione che quindici giorni fa sembrava (quasi) impossibile potrebbe davvero essere compiuta… Per il momento però sono state vinte soltanto due battaglie e il nemico ha saputo che dovrà sforzarsi molto per vincere, ma la guerra sarà ancora lunga. Perciò testa bassa e pedalare, sperando che le sliding doors si tingano sempre di rosso.      

Fonte: l'autore Edoardo Gori

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