Viaggio nell’Italia ai Mondiali: il miracolo di Spagna 1982

L'Italia di Bearzot vince la manifestazione tra l'euforia generale nella magica estate spagnola del 1982

di Francesconunzio Citro
Francesconunzio Citro
(13 articoli pubblicati)

L'Italia di Bearzot ha compiuto una impresa unica. La Nazionale del tecnico friulano scomparso nel 2011 veniva da una serie di amichevoli di basso profilo come un 2-2 a Napoli contro la Francia e una sconfitta per 2-0 a Parigi proprio contro i transalpini, e soprattutto era reduce dallo scandalo Totocalcio che aveva causato la squalifica biennale della punta della Juventus Paolo Rossi. Il toscano, benché determinante al rientro in campo per la vittoria dello Scudetto ai danni della Fiorentina, non sembrava affidabile e la sua convocazione da parte di Bearzot fu criticata e stroncata. All'Europeo casalingo del 1980 l'Ital-Juve (definitiva così per il blocco della Juventus che la componeva) aveva deluso le aspettative non andando oltre il quarto posto finale e venendo estromessa dal Belgio. La Federazione confermò il ct in vista del Mondiale e la scelta sembrò subito vincente con numerosi successi confortanti nelle qualificazioni. 

Nell'ultimo Mondiale, Argentina 1978, gli Azzurri ancora inesperti avevano incantato tutti superando anche i padroni di casa e ottenendo una onorevole quarta posizione. Questa volta però la concorrenza sembrava spietata e all'Italia venivano date ben poche possibilità. Nel girone con Polonia, Perù e Camerun arrivarono tre magri punti: 0-0 con i polacchi e 1-1 con peruviani e camerunensi. Gli Africani furono esclusi per differenza reti a nostro favore. Superato il primo turno ma con una squadra poco convincente e un Rossi sterile in fase offensiva; la seconda fase a gironi con l'Argentina di un giovane Maradona, allora in forza al Barcellona, e con il Brasile di Falcao e Zico, sembrava avere la parvenza di un incubo. 

Inizialmente i campioni del Mondo furono battuti 2-1 dall'Italia e 3-1 dal Brasile dicendo addio alla riconferma, mentre Azzurri e Verdeoro disputarono a Barcellona la sfida decisiva per il passaggio in semifinale. E all'improvviso Rossi si risvegliò dal letargo e con una leggendaria tripletta stese i campione del Sudamerica per 3-2. Il sogno si era avverato e l'Italia era in semifinale. A questo punto i favoriti eravamo diventati noi, e lo sapevamo benissimo. Dopo l'impresa contro il Brasile la coppa dovevamo solo andare a prenderla. Così la Polonia si è arredato per 2-0 con una doppietta di uno scatenato Paolo Rossi che chiuderà la competizione da capocannoniere aprendo le marcature nel secco 3-1 sulla Germania Ovest in finale. A segno anche Tardelli, che esultò con il suo celebre urlo, e Altobelli. Inutile la rete di Breitner, già a segno nella finale casalinga del 1974 su calcio di rigore. L'Italia si laureava campione del mondo per la terza volta dopo i successi del 1934 e 1938 con Pozzo e l'Europeo in casa nel 1968.

La fonte dell'articolo è l'autore Francesconunzio Citro

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