Verso Inghilterra-Italia: le principali differenze tra due Nazioni

Differenze organizzative. Cambio generazionale. Un amichevole tra due nazionali che differiscono fortemente in questo determinato periodo storico

di Gianmarco De giorgi
Gianmarco De giorgi
(15 articoli pubblicati)
formazione italiana durante un match

Esiste un proverbio che dice: gli opposti si attraggono. Sarà vero? Perché se dovessimo usare questo detto per descrivere la partita in questione, dovremmo arrivare alla conclusione che, il proverbio è vero. Le due nazionali, attraversano un momento di gloria totalmente differente. Con gli inglesi conquistatori della qualificazione mondiale, mai messa in dubbio durante il girone e l'Italia, proveniente da un disastroso spareggio qualificazione mondiale con la Svezia. Partita che poi ha visto trionfare i fisici svedesi contro i nostri azzurri. Sarebbe sufficiente solo questa contrapposizione per sostenere il match come "l'amichevole degli opposti". E' certo però che, le differenze non si fermano qui. Tante sono le questioni che, difficilmente si intersecano tra Italia e Inghilterra. Almeno in questo determinato periodo storico. Partiamo ad esempio dall'età media dei calciatori. Per gli azzurri 28 anni per gli inglesi 24,8. Dato da non sottovalutare. Permette di capire e di orizzontare la nostra percezione di come il calcio nostrano abbia difficoltà, ad avere un ricambio generazionale all'altezza delle altre nazionali.

Sarebbe opportuno aprire una grande parentesi tonda, ma la chiudiamo subito, per descrivere l'assenza di una buona organizzazione gestionale della nostra federazione. Altra differenza che rende le due nazionali opposte l'una con l'altra, è il coraggio dei club di credere nei giovani ragazzi. Il futuro di ogni nazione in qualsiasi campo, dipende dai giovani. Questo anche e soprattutto nel calcio. Un club deve avere il coraggio e l'opportunità di schierare un under 21 o anche di più, nella propria formazione titolare. Le squadre inglesi lo fanno, le nostre no. Da noi si pensa al subito, al presente, al momento. In Inghilterra esistono progetti, esiste il futuro, esiste la possibilità di un giovane calciatore under 21 di essere titolare in un grande club di Premier. La Premier può anche essere il campionato più ricco al mondo, al contempo però è anche quello maggiormente all'avanguardia per l'attenzione ai giovani. Anche Germania e Spagna la seguono bene. Noi no. Appunto perché non siamo tanto ricchi dovremmo puntare, focalizzare l'attenzione sullo sviluppo fisico e mentale dei giovani italiani. La mentalità è anche quello che rende opposte le due nazionali in questo periodo storico calcistico. Eh si!!! La nostra mentalità abituata a vincere, è andata a scemare sempre più.

Come se chi indossasse o arrivasse per la prima volta ad indossare la casacca azzurra fosse arrivato alla gloria eterna. Non hanno capito veramente niente. Giocare per la nazionale, è un orgoglio, un qualcosa di inspiegabile. Dovrebbero dare l'anima e sputare sangue durante ogni incontro, anche se amichevole. Gli inglesi e non solo, quando giocano hanno un altro ritmo. Veloci, caparbi, testardi nel portare il risultato a casa. Questo dovrebbero fare gli azzurri. Tutto ciò però non succede dal lontano 2006. Sembra essere passato un secolo da quando Cannavaro irruppe di petto come un mastino napoletano, prepotente, duro, aggressivo, sulla tre quarti italiana, a strappare la palla ai tedeschi e iniziare la volata in contropiede per il secondo goal di Del Piero in semifinale contro la Germania. In casa della Germania. La verità è questa. Un ciclo chiuso nel 2006 e mai riaperto. Come si fa a riaprire dei cicli senza ricambio generazionale? Queste sono le differenze tra Italia e Inghilterra. Organizzazione federale, ricambio generazionale e mentalità.

Fonte: l'autore Gianmarco De giorgi

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