Leggende del calcio: Valentino Mazzola il condottiero degli invicibili

Nonostante la sua carriera sia stata prematuramente interrotta dalla tragedia di Superga, Valentino Mazzola ha lasciato un segno indelebile nel calcio

di Gionatan Paglialonga
Gionatan Paglialonga
(38 articoli pubblicati)

Valentino Mazzola nasce a Cassano d'Adda il 15 gennaio 1919, la sua infanzia non fu facile: a causa dei gravi problemi economici della famiglia iniziò a lavorare come garzone di un fornaio alla giovanissima età di undici anni e nel 1940 il padre morì investito da un camion.

Nonostante queste difficoltà Valentino riuscì a dedicare molto tempo al calcio, che era la sua principale passione; dopo aver giocato nelle giovanili del Gruppo Sportivo Tresoldi e nel Fara d'Adda, nel 1935-36 ritorna al Tresoldi entrando l'anno seguente in prima squadra.
Nel 1938 accettò la proposta dell'Alfa Romeo che gli garantiva un lavoro e la possibilità di giocare in Serie C, dopo un solo anno dovette lasciare l'Alfa per svolgere il servizio militare a Venezia.

Mentre prestava servizio militare in Marina partecipò a diverse partite con la squadra del Comando della Marina, alcuni osservatori del Venezia lo notarono e gli proposero di fare un provino; Mazzola si presento a piedi nudi, per non rovinare gli scarpini, e impressionò favorevolmente l'allenatore Girani che convinse la società ad ingaggiare il giocatore.

Nel Venezia, dopo un inizio non eccezionale, finalmente Mazzola riuscì ad affermarsi e a mettere in mostra le proprie qualità: grande velocità e resistenza, abilità nel recuperare i palloni, duttilità in campo (nonostante fosse una mezzala ha giocato in diversi ruoli), possedeva un tiro potente sia di destro che di sinistro, era uno specialista dei calci di punizione e disponeva di una tecnica individuale fuori dal comune; con la squadra veneta il giocatore disputò tre stagioni vincendo una Coppa Italia.

Nel luglio del 1942 fu acquistato dal Torino, con la squadra granata collezionò 123 reti in 200 presenze conquistando cinque scudetti ed una Coppa Italia, aggiudicandosi inoltre nel campionato 1946-47 la classifica cannonieri con 29 reti.

Valentino Mazzola divenne capitano e condottiero del Grande Torino, una delle formazioni più forti della storia del calcio che vinse cinque scudetti consecutivi (1942-1949), i giocatori di questa leggendaria rosa vennero definiti invicibili.

Il capitano granata purtroppo perì insieme alla maggior parte dei suoi compagni nell'incidente aereo di Superga del 1939 all'età di trent'anni lasciando due figli piccoli, uno dei quali Sandro ha ereditato l'immenso talento del padre ed è diventato uno dei giocatori più importanti della storia del calcio italiano; nonostante la sua prematura morte Valentino Mazzola ha scritto alcune delle più importanti pagine della storia del calcio che nemmeno una tragedia come Superga potrà mai cancellare.

La leggenda di Valentino Mazzola

La fonte dell'articolo è l'autore Gionatan Paglialonga

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