Tetto ai maxi ingaggi dei calciatori (Parte II)

Una possibile risorsa per la collettività proveniente dal mondo dello sport (continuazione)

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(59 articoli pubblicati)

Il campione brasiliano invece, con i 5 milioni di euro, può tranquillamente acquistare qualsiasi auto di lusso, progettare qualsiasi tipo di vacanze lui voglia, festeggiare con i suoi amici senza porsi il problema di quanto dover spendere. Perciò prendere 5 o 10 o addirittura 30 milioni di euro non cambierebbe significativamente il suo stile di vita (teniamo conto che i contratti con i propri sponsor rimarrebbero invariati), può permettersi più o meno ciò che vuole senza troppo problemi. Questi banalissimi esempi vengono riportati per fare capire quanto moltiplicare per un fattore 6 l’ingaggio di un professionista milionario del mondo del pallone non incida particolare sul suo stile di vita. Spostando l’attenzione alla società invece, una differenza di 6 volte nell’ingaggio di un proprio elemento si farebbe sentire? Attenendoci sempre allo stesso esempio, possiamo affermare che sarebbe sicuramente una differenza decisamente ampia. Tenere nella propria rosa Neymar per 5 anni costa al club parigino 150 milioni di euro (in realtà la cifra e più che doppia includendo le corrispettive tasse, ma per facilità parliamo sempre di cifre nette). Se invece dei 30 ne percepisse 5, in cinque anni spenderebbe “soltanto” 25 milioni, e quindi avrebbe un risparmio netto di 125 milioni di euro. Rimanendo alle cifre dell’ultimo mercato, con i rimanenti 125 milioni si potevano comprare sottoscrivendo un contratto quadriennale sia Christian Bonucci (7,5 milioni a stagione), uno dei migliori difensori al mondo, che Federico Bernardeschi (4 milioni a stagione), una dei più promettenti numeri 10 d’Europa attualmente in circolazione (40 milioni di euro ciascuno). Quindi, per le società gli ingaggi dei grandi giocatori sono un costo enorme da sostenere, tanto da dover rinunciare ad altri talenti che potrebbero essere facilmente acquistati se i loro stipendi non superassero svariati milioni. Invece, per quanto riguarda direttamente noi, gli spettatori, o chiamiamola semplicemente la “collettività”, quale vantaggio/svantaggio ci porterebbe attualmente ad avere un ingaggio 6 volte minore di quello che questi campioni ricevono? Pressoché nulla, nel migliore dei casi i biglietti per le partite allo stadio o gli abbonamenti alle Pay Tv possono costare qualche euro in meno, c’è anche da considerare che un calciatore plurimilionario alimenta una certa economia del lusso che indubbiamente crea un numero non trascurabile di lavoratori e quindi di ricchezza, e poi i tributi che vengono versati dai calciatori e dalle società sono riscossi dalla stato, perciò vengono “riusati come servizi”, ma finendo nel “calderone” delle casse dello stato spesso vengono usati in maniera poco efficace. A conti fatti, l’elevato salario di un campione è quasi indifferente per ognuno di noi . Ma davvero non saremmo mai capaci di trarne alcun serio vantaggio? E se ci fosse il modo di avere un sostanzioso beneficio per la collettività da un possibile tetto ingaggi?

Parte III ed ultima nel prossimo articolo

La prima parte dell'articolo si trova qui

Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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