Superlega: una rivoluzione calcistica destinata a fallire

L'aristocrazia del calcio giocato si concretizza con 12 squadre e la loro folle idea di creare una competizione a loro dedicata da cui trarre profitti elevati

di Giovanni Romagnoli
Giovanni Romagnoli
(1 articoli pubblicati)

Milan, Inter, Juventus ,Tottenham, Arsenal, Chelsea, Manchester City, Liverpool, Manchester United, Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid; queste sono le società fondatrici della Superlega, progetto calcistico fallito ancor prima di nascere con a capo Florentino Perez, presidente del Real Madrid.
 

Questa nuova competizione è arrivata sulla bocca di tutti pochi giorni fa quando, nella notte tra domenica e lunedì, le società coinvolte ne hanno annunciato la creazione. Una notizia che ha causato un terremoto nel mondo del calcio che ha toccato tutti: dalle principali istituzioni come la UEFA e la FIFA fino ai tifosi.  Sembrava l'inizio di una rivoluzione senza precedenti, le squadre più blasonate al mondo si stavano unendo per formare una lega oligarchica che non avrebbe lasciato spazio alla meritocrazia. Favole come il Leicester di Ranieri, il Verona di Bagnoli o il Kaiserslautern non si sarebbero potute più realizzare, Davide non avrebbe più avuto il suo Golia.

 Sin da subito sono iniziate le proteste da tutto il mondo del calcio: calciatori, allenatori e tifosi si sono schierati contro la nascita di questa nuova lega che, secondo loro, avrebbe rovinato lo sport più bello del mondo.  Parte delle voci contrarie sono arrivate da personaggi di spicco delle società coinvolte, basti pensare alle recenti dichiarazioni di Jurgen Klopp, che ha minacciato di dimettersi dal ruolo di allenatore del Liverpool in caso di partenza della Superlega.

 La (momentanea) fine della Superlega è arrivata solo 2 giorni dopo la sua nascita, quando le società inglesi coinvolte si sono tirate indietro per via delle incessanti proteste dei loro tifosi e la cospicua somma del UEFA per restare nelle loro competizioni. Questa scelta ha scatenato un effetto domino che ha portato al fallimento del progetto Superlega.

 La Superlega era destinata a non andare in porto perchè sin da subito il popolo del calcio si è espresso contrario ritenendo che questa competizione fosse stata fatta al solo scopo di lucro e che avrebbe affossato le realtà più piccole. Gli eventi degli ultimi giorni ci ricordano che nonostante tutto il calcio è di chi lo ama e non delle grandi potenze economiche mondiali.

Fonte: l'autore Giovanni Romagnoli

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1 COMMENTI

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  1. Elia - 3 mesi

    Ben detto, la prova che nonostante tutti gli interessi economici il vero sport trionfa sempre.

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