Superlega: Pep Guardiola non crede nel nuovo progetto antisportivo

A poche ore dall'annuncio della nuova Superlega anche il pluridecorato allenatore del Manchester City Guardiola dice la sua opinione sul nuovo torneo

di Fabio Faiola
Fabio Faiola
(85 articoli pubblicati)

Chi lo avrebbe mai detto che lo sport più popolare del pianeta (seguito da circa 4 miliardi di persone), creato ed ideato dalle classi operaie, un giorno sarebbe stato scippato dai cosiddetti ricchi e rampolli di famiglia, che in questa Superlega si illudono di risolvere i loro indebitamenti stratosferici verso le banche e tutti gli altri creditori

Tanti sono stati i commenti da ogni parte del mondo, e persino i Capi di Stato hanno preso una netta e contraria posizione su tale argomento, che nelle ultime ore ha avuto la priorità in ogni tg più del covid, il che lascia pensare su come molti media  in Italia siano facilmente manovrabili e pilotabili, ma questa è un'altra storia.

 Il gioco del calcio dovrebbe tornare ad essere di proprietà dei tifosi di ogni luogo, e già mai delle multinazionali che pretendono solo profitti e mai la salute dei loro interpreti. Tra i tanti addetti ai lavori anche il tecnico Pep Guardiola ha rilasciato alcune dichiarazioni che di seguito vado a presentarvi.

Le dichiarazioni di Guardiola

"Se mi chiedete in merito alle squadre che sono state selezionate per questa ipotetica competizione nel futuro, non ne conosco le ragioni. Sport? Non è sport quando non c'è relazione tra sforzo, successo e ricompensa. Non è uno sport. Non lo è se il successo è garantito a priori. Non lo è se non importa se perdi.

E' per questa ragione se ho detto più volte  di volere la migliore competizione al massimo livello, specialmente in Premier League, e non è corretto quando un team lotta per arrivare al Top, ma che poi non può qualificarsi perchè il successo è già garantito solo per alcuni club. Questo è quello che sento di dire al momento.

Non so cosa cambierà e cosa dirà la gente, magari altri 4 o 5 club potranno raggiungere questi team, ma cosa succederebbe se i fondatori dovessero avere una stagione negativa ed ogni volta si ritroverebbero li? Questo, almeno per me, non è sport.

Le 12 sorelle:

Manchester Utd

Manchester City

Liverpool

Arsenal

Chelsea

Tottenham

Barcellona

Real Madrid

Atletico Madrid

Inter

Juventus

Milan.

Fonte: l'autore Fabio Faiola

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