SuperLega, è davvero possibile?

FAQ personale sulla nuova competizione creata dalle grandi di Europa.

di Pierfrancesco Pastore
Pierfrancesco Pastore
(15 articoli pubblicati)

È notizia delle ultime ore la nascita di una SuperLega Europea, un tipo di competizione che per chi segue il basket non è una novità.

Cerchiamo di analizzare il tutto.

Per ora vi sono 12 club fondatori che parteciperanno ogni anno: 

Milan, Arsenal, Atlético de Madrid, Chelsea, Barcelona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham.

A queste 12 se ne aggiungeranno altre 3 sempre nelle vesti di club fondatori, altre 5 squadre verranno scelte in Europa in base ai meriti sportivi. Insomma, diventa una competizione ad invito vera e propria. 

Quali sono le ripercussioni?

Per ora ancora nessuna ma si parla di una possibile esclusione di questi club da UEFA e FIFA e probabilmente dai campionati nazionali secondo qualcuno già a partire dalla stagione in corso. Inoltre considerando questo tipo di format, secondo me, verrà meno l'interesse verso i campionati che vedranno le squadre partecipanti alla nuova competizione non impegnarsi più di tanto se non per vincere il titolo con una possibile rinuncia a lottare già a metà stagione. Esempio: se il Milan arrivasse 11esimo non cambierebbe niente, sarebbe comunque ammesso alla SuperLega in quanto club fondatore.

È la morte del "calcio dei poveri"

Forse si anche se spero di no ma il calcio non è stato creato dai poveri bensì da ricchi ragazzi inglesi, il calcio è diventato solamente dopo quello che è, oppure era, ora. Insomma, i cartellini di Mbappe, Neymar ma anche semplicemente quello di Scamacca, vi sembrano cartellini da "calcio dei poveri"? Poi, certo, sembra ci sia JP Morgan (una delle più grandi banche al mondo) a finanziare la nuova Lega e quindi tutto viene da pensare tranne che la parola "poveri". Chi partecipa a questa competizione ha una squadra formato multinazionale e alcune sono quotate in borsa. Per saperne di più vi potrebbe aiutare questo articolo

Che fine faranno Champions League, Europa League e Conference League? 

Continueranno ad esistere e magari contribuiranno a far crescere i club meno ricchi. Ovviamente chi partecipa alla SuperLega non potrà parteciparvi. 

Mi affascina?

Ad essere sincero no, le squadre dovrebbero essere divise in 2 gironi da 10 con le prime 3 qualificate direttamente ai quarti e le altre 5 che comincerebbero dagli ottavi. Quindi probabilmente vedremo giocata la stessa partita per 3, 4 o anche 5 volte. Purtroppo la Champions, come detto prima, sarà riservata a squadre di "fascia minore" e quindi perderà, anche a livello televisivo, appeal. 

Ogni bambino nato dal 1955 al 2014, più o meno, sogna di veder vincere una competizione europea alla propria squadra del cuore. Sogna di poterla vincere egli stesso da giocatore o allenatore. Mi rattrista pensare che chi nascerà da oggi in poi sognerà di vincere la SuperLega ma magari è semplicemente il cambiamento. 

Vista da fuori la SuperLega sembra una sorta di torneo di calcetto organizzato dalle grandi d'Europa (con un possibile scopo di sanare conti in rosso). Il presidente e i due vice presidenti della competizione sono: Florentino Perez, Andrea Agnelli e Malcom Glazer ovvero i presidenti di 3 club fondatori.

Possibilità di accordo tra UEFA, FIFA e SuperLega?

Molto probabile. Successe lo stesso nel 2000 nel basket quando la ULEB registrò il marchio Eurolega lasciato scoperto da FIBA Europe. Si crea così una spaccatura nei club europei di basket. Nel 2001 l'Europa ha avuto due campioni. Dopo questa stagione di transizione i leader delle due organizzazioni, si sono convinti della necessità di elaborare un singolo torneo. La trattativa ha visto la ULEB in una netta condizione di superiorità e la FIBA non ha avuto altra scelta che accettare le sue condizioni

Consigli che potevano rendere più affascinante e più allargato il format:

Lega A con 20 squadre e Lega B con altre 20. Le prime 8 della A farebbero le Finals. Le ultime due della A farebbero il PlayOut. Le prime 8 della B farebbero i PlayOff e al vincitore spetterebbero trofeo e promozione in A con maggiori ricavi monetari.

Fonte: l'autore Pierfrancesco Pastore

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