Sono sempre quelli senza valore a darsi un prezzo

Analisi cinica e appassionata della realtà più amata e odiata dagli italiani

di Luca Gallotti
Luca Gallotti
(4 articoli pubblicati)
KO

Se veniamo cresciuti con la cultura del giuoco del pallone è veramente difficile tirarsene fuori. Ho usato “tirarsene fuori” come se fosse un male da estirpare e da cui sottrarsi. Esagerazione? Provocazione? Mestamente…pura realtà.

Eppure, qualcosa si sta muovendo: dietro a scrivanie piene d’ombra, seduti su poltrone che sembrano inchiodate al suolo e grazie a generosissimi compensi che suonano come assicurazioni sulla vita, loschi individui stanno riuscendo a farci allontanare da questo sport che così appassionatamente ci unisce e ci divide.

Quando ero bambino si sentivano fiumi di polemiche sulle partite, Biscardi e i protagonisti del suo “Processo” infiammavano il lunedì sera monopolizzando le attenzioni di tutti i calciofili. Già, perché il lunedì sera non giocava nessuno. Il calcio, fino a pochi anni fa, era l’occupazione della domenica. Giocavamo la schedina, guardavamo 90° Minuto in trepidante attesa dei big match lasciati scientemente per ultimi tenendo tutti noi incollati allo schermo (e che colonna sonora!!!!). E poi c’era il bisteccone con la sua voce bellissima. E ancora, quante cerimonie domenicali venivano affrontate con auricolari e radioline al seguito…perché la domenica era una sola e ricca di appuntamenti.

Lentamente o velocemente, l’epoca è cambiata. Le radioline sono andate in soffitta, il Totocalcio non esiste più, la domenica è solo una delle tante, troppe giornate di calcio.

Giro il mappamondo e osservo il ruolo sociale che ha il calcio nei Paesi. A volte è business, a volte è intrattenimento, a volte è collante e distrazione in egual maniera.

Laddove regnano sovrane la povertà e l’ignoranza e i bambini hanno ben poche possibilità di spostarsi, bastano quattro magliette e una palla per creare entuasiasmo e divertimento. E se si accende una tv, ascoltare quanti zeri abbiano gli attuali stipendi dei calciatori non può far altro che creare aspettativa e mitizzare questi personaggi dello sport (o spettacolo?).

Il mondo ha un padrone: quel linguaggio universale che l’uomo stesso ha creato per comunicare nonostante le differenze e la distanza. E come tutti i padroni, decide a chi e cosa attribuire valore. Nel nuovo millennio, avere un QI notevole o uno spirito d’animo nobile non danno vantaggi. In Italia, se sfruttiamo una spintarella, guadagnamo su un QI notevole. Per lo spirito d’animo nobile invece bisogna aspettare ancora, forse un’estinzione.

E se i nostri genitori ci donano dei piedi fuori dal comune (nella bontà e non nelle dimensioni) allora abbiamo vinto alla lotteria. Leonardo da Vinci creava valore presente e soprattutto futuro con le mani e con l’intelletto, adesso noialtri creiamo valore con i piedi. Ed è tutto ovattato, come se in realtà vivessimo due mondi paralleli, l’uno sovrapposto all’altro. Un mondo reale, fin troppo crudo e tragico, dove ogni giorno si lotta e si soffre per garantire a noi e ai nostri cari un presente e un futuro dignitosi. E poi un mondo dorato e sfarzoso, dove la ricchezza viene creata dai piedi, nel quale vediamo solamente la punta dell’iceberg perché l’acqua copre tutto il sommerso.

E noi ci scervelliamo per capire cosa ci sia lì sotto, tutto aggrovigliato come un’enigma irrisolvibile che si burla di noi. Eh sì, perché temo che si tratti proprio di burla.

Dalla Treccani, burla:”scherzo a gesti o a parole fatto ad altri senza cattiva intenzione, con lo scopo di ridere alle sue spalle”. Credo che siamo tutti vittime di una grande burla, di un grande gioco nel quale si divertono tutti i partecipanti tranne gli spettatori, proprio quelli per cui il gioco è stato creato. E noi siamo ancora qui a cercare di capire, dare una giustificazione, una personalissima interpretazione. Proviamo a darla con l’intelletto, con la qualità di ammettere gli errori e ricordare il passato, spendiamo fiumi di parole nel confronto. Ed è qui che sbagliamo: le parole e l’ingegno sono strumenti sopravvalutati, in fondo bastano i piedi.

Luca Gallotti (@Tifoso CapoVolto)

Fonte: l'autore Luca Gallotti

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