Altro ko nella periferia del calcio per il Lecco, D’Agostino a rischio

Dopo Pontedera e Meda gli aquilotti blucelesti vanno a sbattere in quel di Sesto San Giovanni,  continuando così la serie B è pura utopia

di Luca Sala
Luca Sala
(247 articoli pubblicati)
davlecco

La Calcio Lecco 1912 ha disputato 3 campionati di Serie A negli anni 60 più diversi tornei nella cadetteria, serie C 1 & 2 e oggi gioca in LegaPro, tuttavia il bilancio degli ultimi 10/15 anni è assolutamente negativo se è vero come è vero che ha militato nei dilettanti in pianta stabile.

La corposa ma doverosa premessa penso spieghi come si deve che società e squadra lariana rappresentano una realtà sportiva che ha pochi altri termini di paragone non solo in Italia, specie se rapportata a una città di 50 mila abitanti al massimo.

Confesso di avere da sempre un debole per lei, penso risalga al ritiro che una trentina d'anni fa svolgeva a San Pellegrino alloggiando in quell'hotel delle Terme dove io lavoravo durante la stagione estiva.

Mi sono via via appassionato andandola a vedere battagliare nel  fortino del "Rigamonti-Ceppi", lo stadio all'inglese dove gioca le partite casalinghe all'ombra del Resegone, un ambiente caldo e acceso di vera passione popolare degno di ben altre categorie.

Pur ammettendo che il ciclo intrapreso sotto la presidenza Di Nunno prometta di rinverdire i fasti del passato, non si possono tollerare sconfitte come l'ultima al Breda contro una  squadra volenterosa di buona classifica fin che si vuole ma da battere in carrozza da uno squadrone come il Lecco di quest'anno, capace dell'impresa memorabile a Como nel più sentito dei derby vinto per 3-0, l'unico match giocato davvero alla grande finora.

L'onta vergognosa delle  2 figuracce a km 0, inevitabili alla luce del calcio prodotto contro Renate e ProSesto, chiama in causa mister Gaetano D'Agostino a oggi noto per il discreto passato da giocatore più che per i traguardi raggiunti da allenatore, ragion per cui fossi in lui comincerei a preoccuparmi seriamente.

Del resto una società che ha allontanato senza batter ciglio un tecnico di vaglia come Marco Gaburro che riportò i blucelesti nei professionisti vincendo il campionato con 27 punti sulla seconda giocando un gran calcio non dovrebbe aver troppi problemi a compiere l'ennesima rivoluzione, soprattutto perché al padrone pugliese piace vincere solo giocando bene.

Io a vedere la sua squadra qualche dubbio in proposito ce l'avrei, mi aspetto quindi sviluppi nel merito a stretto giro di questo pezzo. me piacerebbe come dicono a Monza il ritorno romantico di Roberto Donadoni che proprio a Lecco iniziò la sua bella carriera da allenatore, lui sì capace di riportare entusiasmo, gioco e punti senza gridare troppo, virtù assoluta di cui abbiamo tutti bisogno, lecchesi o no.

Fonte: l'autore Luca Sala

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3 COMMENTI

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  1. SportsMan - 5 mesi

    Vedremo i risultati di tutti questi tecnici allo sbaraglio,Pirlo rappresenta solo la punta della piramide occupata all’inverosimile da tutti loro

  2. SportsMan - 5 mesi

    D’Agostino continua la serie infinita di ex giocatori x forza di cose considerati allenatori dal nostro calcio

  3. SportsMan - 5 mesi

    Sincero come sempre il pensiero del Sala su una squadra fuori posto nella attuale categoria

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