Alla scoperta della Serie B 2018/19 (parte 10)

Lente d'ingrandimento sulle 19 squadre (Collegio di Garanzia del CONI permettendo) che prenderanno parte al campionato cadetto

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Perugia Calcio v Frosinone Calcio - Seri

VERONA: E' durato un solo anno il ritorno nella massima serie dell'Hellas Verona, un campionato sciagurato iniziato male e finito peggio con una retrocessione che pareva annunciata sin dal primo momento. Per la squadra del presidente Setti è arrivato il momento di voltare pagina e cominciare un nuovo ciclo partendo praticamente da zero. Le prime teste a cadere in favore del rinnovamento sono state quelle dell'allenatore Fabio Pecchia e del ds Riccardo Bigon, i quali non erano mai stati visti di buon occhio dall'esigente piazza scaligera, e al loro rispettivo posto sono arrivati Fabio Grosso (reduce da una stagione agrodolce con il Bari in B) e Tony D'Amico, anche se quest'ultimo era già in società in qualità di capo-scout. A loro, il presidente Setti ha affidato la rinascita dell'Hellas per cercare di ritornare in Serie A il prima possibile, magari evitando i saliscendi di recente memoria. Tanto per cominciare, la maggior parte dei "senatori" ha salutato: Nicolas, Romulo, F. Zuculini, Souprayen, Fares, Valoti e Coppola non faranno parte del nuovo progetto calcistico in atto all'ombra dell'Arena e, insieme a loro, non sono stati confermati neppure Cerci, Aarons, Vukovic, Verde, A. Ferrari, Bearzotti, Petkovic, Kean, Felicioli, Boldor, Büchel ed Heurtaux. Praticamente, gli unici reduci dell'ultima annata sono Silvestri, Caracciolo (davvero tra i migliori nell'ultima stagione), Matos, Calvano, Fossati, Danzi, Zaccagni, Bianchetti e il sudcoreano Lee (reduce dal Mondiale con il suo Paese), senza dimenticare i rientri dai vari prestiti di Cherubin, Cappelluzzo e del capitano, il "Pazzo" Pazzini, colui che, con molta probabilità, guiderà l'attacco gialloblu. Passando ai volti nuovi della stagione entrante, bisogna dire che c'è molto della mano di mister Grosso nelle scelte: Balkovec, Henderson, Cissé, Marrone ed Empereur sono giocatori che il tecnico aveva già allenato a Bari l'anno scorso (operazioni facilitate anche dal fallimento della società pugliese) e il loro talento è indubbio. Per quanto riguarda gli altri arrivi: in porta, dopo la partenza di Nicolas, Silvestri è stato promosso titolare e il suo vice sarà il giovane di scuola Sampdoria Tozzo; in difesa sono arrivati i terzini Crescenzi, Almici e il giovane Eguelfi, oltre al grande colpo a sorpresa rappresentato dal jolly difensivo polacco ex Palermo Dawidowicz, giocatore di grande prospettiva; a centrocampo, sono arrivati giocatori top per la categoria come Colombatto, Gustafson e Laribi, quest'ultimo all'apice della sua carriera; in attacco, ecco l'ex Sassuolo Ragusa e il cannoniere ex Perugia Samuel Di Carmine, che con Pazzini può comporre quella che, probabilmente, potrebbe diventare la miglior coppia d'attacco dell'intera cadetteria. Insomma, un Verona che ha fatto un enorme taglia e cuci e che si candida tra le papabili a salire in Serie A. La rosa è di prim'ordine ed ha praticamente le sembianze di un'autentica corazzata, sta a Grosso ora riuscire ad oliare i meccanismi, in modo da restituire il sorriso ad una piazza storica che ha già sofferto abbastanza.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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