Crisi Roma: tifosi ”tranquilli”, ci pensa Medioman

Ennesima prestazione sottotono e soprattutto senza una minima idea di gioco della squadra di Di Francesco che esce tra i fischi dell'Olimpico.

di Stefano Bagni
Stefano Bagni
(16 articoli pubblicati)
Medioman

I più giovani forse non se lo ricordano, ma nei primi anni duemila sulla famosa trasmissione ''Mai dire domenica'' c'era un supereroe goffo, maldestro, imbranato e soprattutto che riusciva a peggiorare la situazione che si trovava davanti appena muoveva un dito. Direi che non c'è paragone e descrizione più azzeccata per descrivere l'attuale allenatore della Roma che esce per la quinta volta in stagione, sconfitto all'Olimpico e che per l'ennesima volta mostra una prestazione raccapricciante dove non si è visto un'idea di gioco e un minimo di personalità da parte della squadra. Un primo tempo dove la squadra ha avuto un discreto predominio territoriale ma che non riesce ad andare oltre al pressing alto e crea qualche azione pericolosa su alcuni recuperi alti e alcune giocate personali (Perotti,Kolarov). Ma come accade da dicembre i tifosi sono costretti a subire un secondo tempo con un intensità giocata da calcetto del giovedi sera post giornata lavorativa, ed il Milan è riuscito ad uscire alla distanza con ottime ripartenze e soprattutto la personalità data da un allenatore che ha trasformato una squadra senza ''garra'', come direbbero in Spagna, in una squadra organizzatissima e soprattutto con idee precise e una grinta impronosticabile fino a qualche mese fa.

Tornando alla cronaca della partita, preso il gol la Roma ha avuto una reazione tanto rabbiosa quanto disordinata, cosa che i tifosi hanno capito e hanno provato a sostenerla nonostante le difficoltà. Ma a quel punto a spegnere le residue speranze di recupero ci ha pensato il tecnico Di Francesco che, come nelle partite con Inter, Atalanta, Sampdoria nel ritorno, e in coppa Italia col Torino ha iniziato a togliere tutto il centrocampo e a mettere attaccanti alla rinfusa senza un minimo senso logico, esponendo la squadra ad uno sbilanciamento clamoroso e costringendola a giocare a palloni alti oppure a giocate dei singoli. Cosa che in tutte le precedenti partite ha solamente agevolato il lavoro degli avversari che sono sempre usciti con dei punti contro i Giallorossi.

Ovviamente non è tutta colpa di Di Francesco perché certi giocatori hanno subito un involuzione incredibile, Nainggolan e Kolarov non sono più quelli d'inizio stagione, mentre Pellegrini e Strootman a centrocampo non riescono a dare concretezza al reparto e Schick è sempre più estraneo alle manovre (già esigue) della squadra.

In questo momento di appannamento e di crisi, il sorpasso della Lazio e dell'ex Spalletti in campionato, accentua il rumore delle critiche, in un periodo delicato tra la partita di Napoli sabato prossimo e il ritorno degli ottavi di Champions League da preparare a metà marzo. E per Di Francesco si prevedono settimane di fuoco, dove ormai si è giocato tutti i bonus, pure quelli dell'amicizia con Totti.

I tifosi continueranno a sostenere la maglia come gridato a fine partita, e come sempre fanno da tanti anni.  Adesso aspettiamo la metamorfosi di Medioman a vero supereroe, per salvare la Roma da una situazione preoccupante ma non irrecuperabile.

Fonte: l'autore Stefano Bagni

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