“Pecunia non olet”: il calcio dipende dai diritti televisivi

Caos, incognite, rischio doppio abbonamento? Si ritorni alla radiolina

di Paolo Capano
Paolo Capano
(65 articoli pubblicati)
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Tifosi nel caos dopo l'assegnazione dei diritti tv della Serie A per il triennio 2018/2021. L'inizio del campionato è il 19 agosto, ma il fruitore di servizi pay tv è in attesa di chiarimenti. La Serie A è stata aggiudicata da due emittenti: Sky e Perform. Sky ha due pacchetti e Perform uno.

Sin qui pare rientrare nella norma, vista la regola dell'impossibilità di monopolizzare il mercato. Sky ha ottenuto i due pacchetti più consistenti: il primo con la partita del sabato alle 18, della domenica alle 15 e alle 20.30 e il secondo con le quattro gare del sabato alle 15, della domenica alle 15 e alle 18 e il ‘monday night’. Invece, Perform, una compagnia inglese che trasmette eventi sportivi su piattaforme online, ha tre partite (sabato alle 20.30, domenica alle 12.30 e alle 15).

In realtà, al tifoso di tutti questi tecnicismi poco importa. I problemi per lui sono molteplici. Ecco che si presentano limpide delle grandi incognite. Se intende seguire solo la squadra X, il sostenitore X che servizio dovrà scegliere? Sky, Perform o magari un terzo che verrà fuori con dei diritti di ritrasmissione? Quale servizio gli garantirà di vedere totalmente le partite della sua squadra? Indurre al doppio abbonamento è una tentazione che abusa della passione del calciofilo. A complicare tutto, si aggiunge la messa in frantumi della giornata di campionato. Le esigenze televisive sono inversamente proporzionali alle esigenze del consumatore.

Già solo sentire parlare di 'pacchetti', di vendita del 'prodotto calcio', riferendosi a partite in cui ventidue ragazzi forti e sani si divertono con milioni di persone al seguito, fa male, è irritante. Il calcio è sì spettacolo, ma sui generis. Viene sempre meno considerata la dignità umana. Ma tifosi e calciatori, essendo uomini e donne, provano sentimenti. Non sono apatici. Nino D'Angelo, in Tifosi, interpreta il ruolo del 'mariolo' ed è sfegatato per il Napoli. Quando va a fare man bassa in un appartamento e nota la TV con 'o decoder', stoppa i suoi furti e assiste con stupore alla gara del suo Napoli. Infine, accorgendosi di rubare a casa di Maradona, annulla lo svaligiamento perché lo reputa un oltraggio.

Le fondamenta dei bilanci societari e dei guadagni dei club della Lega Serie A sono aride e chiuse nell'orticello dei ricavi dei diritti tv, panacea di tutti i mali. "Pecunia non olet". Di sicuro quel filo inossidabile di diritto di cronaca non potrà bandirlo nessuno. Il "90° minuto" pare resti confermato, la carta stampata è sempre un'assicurazione, le emittenti locali con le loro discussioni accese continueranno a intrattenere i supporter, poi c'è quella piccola scatola, la radio. È auspicabile un ritorno in auge della radio e delle sue trasmissioni sportive (e sarebbe una bella voga).

Fonte: l'autore Paolo Capano

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