Il capitale umano (Gennaro Gattuso)

Ringhio non vive un momento particolarmente sereno e si teme, prima o poi, la fine della sua avventura a Napoli. Nonostante tutto, preserviamo il suo lato umano

di Adriano Russo
Adriano Russo
(3 articoli pubblicati)
Brescia Calcio v SSC Napoli - Serie A

Nel panorama calcistico italiano e forse anche europeo, gli allenatori e soprattutto gli uomini come Gennaro Gattuso sono personaggi molto rari. Bisogna certamente partire dal presupposto, anche se scontato, che ad un semplice spettatore, non è data la possibilità di conoscere veramente né la persona, né l'allenatore. Lo spettatore giudica sempre e soltanto sulla base dei risultati, della simpatia o dell'antipatia che suscita il “personaggio allenatore”, del suo carisma e della rappresentazione mediatica che mette strategicamente in atto e che i media mettono in atto su di lui. Detto questo, l'immaginario collettivo vede Gattuso come persona autentica e genuina, pane al pane vino al vino (come lui stesso si descrive) dotato di un temperamento sanguigno, impulsivo, una personalità non negoziabile che tende sempre a dire la verità. In uno scenario calcistico spietatamente individualistico ed utilitaristico, come del resto lo è anche l’attuale società, questa non è cosa da poco. Gennaro Gattuso potrebbe rappresentare in questo senso la configurazione di un nuovo paradigma per le generazioni future di allenatori, un paradigma rivoluzionario che pone le relazioni e la dimensione umana al di sopra di tutto. I rapporti umani prima dei rapporti strategici e di facciata, una vocazione assoluta, quella di Ringhio, tesa alla trasparenza, che apre gli orizzonti verso un nuovo approccio umano e professionale. Perché a prescindere dal gioco espresso, dai moduli e dai risultati, (certamente contano anche quelli e tra l'altro non sono affatto male) nel calcio e nello sport in generale potrebbero e dovrebbero contare anche la persona e la sua dimensione valoriale. Ciò è valevole specialmente in un ambiente caldo e sanguigno come quello partenopeo, in cerca sempre di idoli ai quali ispirarsi, idoli che rispecchino nel profondo il carattere, lo spirito inquieto e bollente della città, dei suoi abitanti, dei suoi tifosi. Gattuso allora potrebbe forse ancora essere la carta vincente per la piazza di Napoli, una piazza a lui congeniale, nel bene e nel male. Poi è risaputo, sono i risultati quelli che contano. Sono i risultati a decidere inesorabilmente il destino degli allenatori ed è giusto che sia così, anche perché loro sono strapagati e sono sempre persone molto più fortunate di tante altre (anche queste sono parole di Gattuso) L'allenatore in sostanza può essere esonerato, ma l'uomo resta sempre. Gattuso rappresenta un patrimonio prezioso per il calcio e per lo sport in generale, un esempio da seguire. Lui cammina sempre a testa alta perché è un uomo, un allenatore, che rompe gli schemi dell’ipocrisia, dell’agire strumentale e che crede fermamente nella “trasparenza degli animi e delle coscienze”. Una risorsa da tutelare, da preservare.

Fonte: l'autore Adriano Russo

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.