La generazione Maldini continua

Da Cesare a Paolo, ora Daniel, ancora una volta il nome Maldini sulla storia del Milan

di Piergiorgio Danuol
Piergiorgio Danuol
(15 articoli pubblicati)

Il 25 settembre del 2021 non verrà ricordato solamente per la vittoria del Milan in casa dello Spezia ma soprattutto per il marcatore della prima rete rossonera, al terzo minuto del secondo tempo vantaggio del Milan con Maldini; si, non è un errore di battitura, non siamo tornati indietro al 2009, ultima stagione di capitan Maldini, il giocatore in questione si chiama Daniel, classe 2001, figlio di Paolo e nipote di Cesare. Dal 19 settembre del 1954 ad oggi la dinastia Maldini non conosce soste, un susseguirsi di emozioni che si tramandano di padre in figlio, o meglio da nonno a nipote; Cesare Maldini esordì in rossonero sessantasette anni fa in un Milan - Triestina, vittoria quattro a zero per i rossoneri, poi quattrocento dodici presenze in maglia rossonera in dodici stagioni. Paolo Maldini fece il suo esordio in quel di Udine, gennaio 1985, pareggio uno a uno tra Udinese e Milan, fu la prima delle novecentodue presenze con quella maglia che mai cambierà in venticinque stagioni. Ultimo Daniel Maldini, l'esordio dal primo minuto in Serie A e prima rete con la maglia rossonera. Era dal marzo del 2008 che un tabellino non riportava il nome Maldini tra i marcatori, dall'anno successivo, con il ritiro di Paolo, era impensabile poter sperare di assistere ad un'altra rete della dinastia rossonera. Il cognome Maldini rappresenta per tutti i tifosi rossoneri qualcosa di unico, un filo conduttore che non si spezzerà mai, una sorta di testimone che si tramanda di generazione in generazione, un testimone che sicuramente per Paolo in primis e per Daniel in futuro non è stato e non sarà facile. Quante volte agli inizi della carriera Paolo avrà sentito che era al Milan solo perché figlio di Cesare? E Daniel, in un mondo social come quello attuale, quante volte si sarà sentito dire che fa parte della rosa rossonera solamente perché il papà ne è direttore tecnico nonché bandiera rossonera? Si sa che l'invidia è una brutta bestia o meglio un male delle persone infelici, quindi figuriamoci se qualcuno non arriva a pensare che la presenza di un Maldini in rosa non sia per meriti ma per il fatto di portare quel cognome sulla maglietta. Cesare Maldini ed il figlio Paolo sono accomunati dallo stesso ruolo, difensori entrambi e capitani rossoneri; Cesare è stato il classico libero, dotato di tecnica sopraffina, abile di testa, leader in campo e nello spogliatoio, vero punto di riferimento del Paron Rocco che spesso dichiarava: "Parlè con il mio capitano". A sproposito si parlava di "Maldinate" per qualche suo svarione difensivo ma dovuto al fatto che preferiva uscire palla al piede piuttosto che spazzare l'area di rigore. Paolo Maldini è stato invece il più forte terzino sinistro della storia del calcio, ottima tecnica, veloce, prestanza fisica, ottimo con entrambi i piedi, senso della posizione e dell'anticipo e soprattutto una correttezza apprezzata anche dalla tifoserie avversarie. Daniel Maldini è un giovane attaccante che dopo un inizio da difensore occupa ruoli prettamente offensivi, abile nel dribbling e buon controllo di palla. Ora non è che la rete di La Spezia lo faccia già paragonare al padre o al nonno, il miglior aiuto che si possa dare ad un giovane con un cognome così difficile da portare è quello di lasciarlo crescere senza troppe aspettative, già ne ha di pressioni che sicuramente non è necessario aggiungergliene altre; è un ragazzo serio e con la testa sulle spalle che già lui sa quanto pesa essere il figlio di Paolo dal punto di vista calcistico, ancora di più visto l'attuale incarico di Maldini in società. Certo che quanto ha fatto al terzo minuto del secondo tempo non poteva passare inosservato, "vantaggio del Milan con Maldini" è quanto di più bello ed emozionante che un tifoso milanista possa sentire; la gioia di papà Paolo dopo la rete è sotto gli occhi di tutti. Ovvi quindi i corsi e ricorsi storici ed i paragoni ma immaginiamo che Daniel sia il primo con i piedi per terra e pronto e concentrato per la prossima gara.

Fonte: l'autore Piergiorgio Danuol

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1 COMMENTI

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  1. KARL - 4 settimane

    Come al solito ottimo articolo. Passate in rassegna tre generazioni con descrizione “scarna” ed “asciutta” emotivamente intensa, ed a uno come me che ha vissuto queste tre generazioni ha scaturito emozioni e ricordi.Bravo come al solito. Complimenti

Gazzetta Fan News

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