Ibrahimovic il presente ma non basta

In attesa del rinnovo dello svedese è obbligatorio guardarsi attorno, Haland sarebbe un attaccante da Milan

di Piergiorgio Danuol
Piergiorgio Danuol
(14 articoli pubblicati)
Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic è senza dubbio l'uomo in più dei rossoneri, il giocatore che è riuscito a ricompattare un gruppo che rischiava di perdersi e di perdere la fiducia in se stesso, l'attaccante che a suon di goal ha permesso al Milan di tornare a lottare per le posizioni di vertice. Classe 1981, quest'anno saranno quaranta, in rossonero ha segnato ottantatre reti in centoventisei partite, quest'anno sedici goal in ventuno presenze tra campionato e coppe, il miglior marcatore in assoluto della rosa rossonera. In campionato ha giocato quattordici partite andando a bersaglio in quattordici occasioni ma se si considerano le giornate disputate ci si accorge che sono dieci le gare in cui Zlatan non è potuto scendere in campo; tralasciano l'inizio stagione in cui l'assenza è stata per Covid, le altre volte sono stati infortuni a bloccare Ibrahimovic e l'ultimo stop subito a Roma lo costringerà a saltare altre gare importanti per le sorti del Milan. C'è da dire che senza Ibra il Milan ha saputo vincere e mantenere la vetta della classifica in più di una occasione, anzi la media punti è addirittura più alta senza il centravanti rossonero visto che in undici gare senza lo svedese i rossoneri hanno collezionato ventisei punti, esattamente la metà di quelli attualmente in classifica; ciò significa che gli altri ventisei punti sono stati realizzati in tredici partite. Il secondo marcatore rossonero è Franck Kessiè con otto reti di cui sette su rigore, tiro dagli undici metri che ha sottratto proprio allo svedese; cinque reti per Rebic e Leao, anche loro assenti durante la stagione per problemi fisici. L'arrivo di Mandzukic è stato fatto per sostituire a gara in corso Ibrahimovic ma anche il croato ha trentaquattro anni e di certo non rappresenta il futuro centravanti del Milan, oltretutto anche lui è rimasto fermo per acciacchi vari. Alla fine il Milan si ritrova in casa attaccanti per l'immediato futuro ma non di prospettiva visto che nè Leao nè Rebic rappresentano il vero attaccante su cui puntare per ritornare ai vertici italiani ed europei, nessuno dei due poi ha le caratteristiche di vero uomo d'area di rigore; Leao ha dalla sua la giovane età, ventuno anni e sicuramente il futuro gioca a suo favore ma è ancora troppo discontinuo nell'arco dei novanta minuti mentre Rebic è senza dubbio un ottimo centravanti ma necessita di un compagno di reparto in grado di poter esaltare le sue ottime qualità come si è visto nella rete realizzata contro la Roma. Le dirette concorrenti hanno tutte un attaccante da doppia cifra, Lukaku nell'Inter, Ronaldo nella Juventus, Immobile nella Lazio, Muriel o Zapata dell'Atalanta, Belotti del Torino, solo per restare in casa nostra e non oltrepassare i confini scontrandosi con Lewandowski del Bayern, Manè o Salah del Liverpool, Harry Kane del Tottenham, Aguero del Manchester City o Haland del Borussia Dortumund. Quest'ultimo rappresenterebbe proprio il centravanti ideale per i rossoneri, giovane età, classe 2000, norvegese, nazionale e soprattutto un ruolino di marcia negli ultimi due campionati di tutto rispetto; alla prima stagione nel Borussia Dortumund ha realizzato sedici reti in diciotto partite, in quella in corsa è arrivato a ventisette goal in ventisei partite, quarantaquattro partite e quarantatre reti con i gialloneri tedeschi. Nel 2019 è stato nominato dall'Uefa come uno dei cinquanta giovani più promettenti, dotato di buona tecnica, velocità, forza fisica, mancino, ottimo colpitore di testa visto che supera il metro e novanta. Un identikit che sicuramente a Casa Milan avranno studiato molto bene ma poi c'è sempre da confrontarsi con il bilancio e con la superiorità economica delle società europee nettamente superiore a quella dei club italiani. Il rinnovo di Zlatan Ibrahimovic sarà sicuramente uno dei punti fermi della società, Raiola e i milioni di ingaggio saranno gli ostacoli da superare ma urge trovare un attaccante di livello che ha sempre contraddistinto la storia del Milan.

Fonte: l'autore Piergiorgio Danuol

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