Juventus, 3 punti “Made in Portugal”

Irriconoscibile e senza idee di gioco per oltre un'ora di partita, nella ripresa la squadra di Allegri è stata abile a ribaltare lo svantaggio causato da Can

di Dario D'antoni
Dario D'antoni
(35 articoli pubblicati)
portiere e centravanti

"Pure questa no dai"..

Pensiero che ieri sera ha sfiorato la mente di tutti gli appassionati di calcio mentre assistevano allo svolgimento di Lazio-Juventus.

Ma il messaggio più forte che la truppa bianconera ha diffuso da una Roma piovosa più che mai è stato uno: mai tenere la partita aperta.

Una dimostrazione di forza, quella di centrare una vittoria esterna che permette di allungare a +11 sul Napoli, è arrivata in maniera piuttosto particolare ma sicuramente non casuale.

Per comprendere fino in fondo il significato di questi tre punti, basta soffermarsi sul nome che prima della fine della partita aveva indicato Luca Marchegiani come migliore in campo: il numero 1 della Juve Wojciech Szczęsny. Il gigante polacco ieri sera ha respinto gli assalti dei vari Milinkovic, Correa, Luis Alberto e Immobile (clamoroso il suo errore!), con la chicca della parata con la mano aperta - a dir poco esaltante - sul tentativo di sinistro di Marco Parolo.

Una Juve troppo passiva, poco propositiva che su un campo sicuramente pesante ha faticato in maniera molto evidente a proporre gioco. Comprendere quali siano le ragioni è un po' il giochino che facciamo tutti quanti su questa squadra, brutta da vedere ma terribilmente cinica, in grado di concretizzare al massimo quel poco che riesce a creare come ieri sera.

Più forte degli avversari e delle avversità verrebbe da dire: l'elenco degli indisponibili comprendeva nomi del calibro di Pjanic, Khedira, Manduzkic, Cuadrado, Barzagli, Benatia (ormai un ex giocatore della Juve), e sul finire di primo tempo ad alzare bandiera bianca è stato Leonardo Bonucci, vittima di un trauma distorsivo alla caviglia destra. Un infortunio che, secondo le prime stime, lo terrà lontano dai campi per un mese, mettendo a serio rischio la sua partecipazione al match del Wanda Metropolitano contro l'Atletico Madrid, il 20 febbraio.

Con Chiellini in campo al posto di Bonucci, la Juve ha sicuramente perso qualcosa in fase di costruzione, guadagnando in termini di fisicità e presenza dentro l'area di rigore. Ma il copione tattico della Lazio di Inzaghi non è mai stato questo: la contemporanea presenza di tutti gli assi offensivi a disposizione, ha permesso ai biancocelesti di imbastire una manovra di qualità, con la ricerca costante di verticalizzazioni e uno-due per arrivare alla conclusione che gli ospiti hanno sofferto terribilmente.

In fase di non possesso è stata sicuramente una serata da dimenticare per l'attacco bianconero, che per stessa ammissione di Allegri a fine gara, non è stato in grado di aiutare la squadra a salire, cercando piuttosto invano di ricevere la palla sui piedi. Per riuscire ad arrivare ad un punto di svolta dell'incontro, Allegri ha inevitabilmente fatto affidamento alla sua panchina.

Bernardeschi e Cancelo per Matuidi e Douglas Costa si sono rivelate due mosse vincenti, mutando l'aspetto iniziale con cui la Juventus aveva iniziato la partita. Bentancur e Can (inadatto a fare il vice Pjanic, non tanto per caratteristiche quanto per condizione fisica) hanno sofferto di meno il centrocampo laziale e giocato qualche pallone in più. 

In particolare è stato proprio il 33 bianconero a marchiare il match con il suo sinistro: da un suo spunto sulla fascia è partito il rasoterra che prima Dybala invano, e poi Cancelo hanno trasformato in rete.

Nel finale sempre su azione da sinistra di Bernardeschi, Cancelo ha guadagnato un calcio di rigore sfuggendo via a un ingenuo Lulic, dimostrando ancora una volta come questo giocatore sia fondamentale per l'economia di squadra bianconera.

Il calcio è uno sport di squadra, dove si gioca in 11 contro 11, e molto spesso la decide Cristiano Ronaldo su rigore

Piede destro che, quando la palla scotta, non tradisce mai.

Game over all'Olimpico, vittoria della Juve.

Ma quanta fatica!

cancelo decisivo per la juve
Fonte: l'autore Dario D'antoni

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