Capolinea Juve-CR7? Pirlo resta e squadra giovane

La debacle europea con il Porto, terza uscita prematura consecutiva, può velocizzare il processo di rifondazione del club bianconero

di Gabriele Granati
Gabriele Granati
(8 articoli pubblicati)
Cristiano Ronaldo e Andrea Pirlo

Quando, quasi 3 anni fa, Cristiano Ronaldo sbarcò a Torino, era chiaro l'obiettivo di Andrea Agnelli: riportare la Champions a Torino dopo oltre 20 anni. E se è vero che la vittoria non può essere scontata nella massima competizione europea, per le tante pretendenti di assoluto valore, almeno ci si attendeva di arrivare ogni anno a giocarsi il titolo fino alla fine. Del resto, senza il fenomeno portoghese, erano già arrivate due finali negli anni precedenti.

Invece i risultati sono stati ben sotto le aspettative. Tre allenatori in tre anni, nessuna traccia del bel gioco che si cercava nel post Allegri; uno scudetto vinto a fatica con Sarri lo scorso anno, mentre oggi l'Inter sembra irraggiungibile. Soprattutto fanno scalpore le uscite in sequenza con Ajax, Lione e Porto, tra quarti e ottavi di finale, squadre di buon livello ma considerate, ad ogni sorteggio, come il miglior abbinamento possibile. CR7 ha spesso trascinato la squadra a suon di gol e prestazioni dominanti. Intorno però, non si è mai sviluppato un gioco fluido e incisivo, e pochi bianconeri si sono distinti con continuità. Quando, come contro il Porto, il portoghese tradisce, la squadra sembra senza soluzioni; del resto non si può pretendere che a 36 anni, per quanto atleticamente ancora impressionante, possa essere sempre brillante e decisivo. Soprattutto quest'anno che, causa infortuni, Covid e poche alternative in rosa, Pirlo non ha mai potuto farlo rifiatare.

Ora c'è da smaltire l'ennesima delusione europea e portare a termine il campionato; la vetta è lontana, ma non sono ammessi passi falsi per non compromettere in maniera incredibile la qualificazione alla prossima Champions. C'è poi una finale di Coppa Italia da vincere, per portare un secondo trofeo in bacheca dopo la Supercoppa. Da subito, però, c'è da pensare al futuro. Questioni di bilancio, l'età e forse la voglia di Ronaldo di cambiare aria, possono far pensare a una Juve senza il portoghese

Da chi ripartire? L'esperienza di Pirlo non può considerarsi conclusa, aver scelto un tecnico esordiente ha senso solo con un progetto pluriennale. Tra i giocatori, le certezze di questa stagione sono poche ma di qualità e, alcune, di prospettiva. Szczesny ormai tra i portieri top, in difesa De Ligt (sempre solido) e Danilo, con Cuadrado terzino ma vero e proprio jolly. Arthur, quando non è stato frenato dagli infortuni, ha dimostrato la sua qualità, l'unico che può gestire con calma e tecnica la costruzione dal basso; McKennie ha fatto vedere dinamismo e capacità di inserimento. In avanti, Chiesa (trascinatore nelle ultime settimane) e Morata sono ormai giocatori imprescindibili; anche Kulusevski, pur con qualche passaggio a vuoto, a 20 anni ha confermato di essere sulla buona strada per diventare un gran giocatore.

Immaginare questi interpreti all'interno di un 4-3-3 non sembra azzardato. Con la rosa attuale, Pirlo potrebbe schierare: Szczesny, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Danilo, Bentancur, Arthur, McKennie, Kulusevski, Morata, Chiesa. Una formazione che sfrutterebbe qualità e velocità di Chiesa e Kulusevski sugli esterni, la regia di Arthur, il dinamismo e gli inserimenti di McKennie e Bentancur, la spinta di Cuadrado. Ovviamente ci sono alcuni nodi da sciogliere, primo fra tutti Dybala (puntare ancora su di lui o monetizzare?). Per ragioni tecniche e di bilancio , sono sacrificabili anche Alex Sandro (che fine ha fatto il terzino dirompente ammirato il primo anno a Torino?), Bernardeschi e Rabiot (ancora giovani e con mercato) e Ramsey. 

Una base di livello già c'è; con qualche vendita/plusvalenza si deve puntare a ridurre il monte ingaggi e dare l'assalto a uno o due acquisti di qualità, per provare ad avviare un nuovo ciclo con una rosa giovane. Alcuni prospetti interessanti sono già in orbita Juve (Romero e Rovella), certamente l'arrivo di un centrocampista top (sempre che non esploda finalmente Bentancur, da mezzala) darebbe la spinta necessaria per puntare di nuovo in alto.

Fonte: l'autore Gabriele Granati

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