Juve stop, a Verona un punto che sa di sconfitta

Falcidiata dalle assenze, la squadra di Pirlo è bloccata da un ottimo Verona, vede complicarsi la propria rincorsa alla vetta ed evidenzia tante problematiche

di Gabriele Granati
Gabriele Granati
(8 articoli pubblicati)
Cristiano Ronaldo

La trasferta di Verona potrebbe essere fatale alla Juventus per le proprie ambizioni tricolore. Già lontani 8 punti dall'Inter prima della 24-esima giornata, sebbene con la sfida da recuperare contro il Napoli (in calendario il 17 marzo), i bianconeri avevano come unico obiettivo la vittoria, ma escono dal Bentegodi con un pareggio che non li può certo accontentare.

Le premesse per la squadra di Pirlo non erano delle migliori, con tante assenze pesanti al cospetto di un Hellas sempre ostico da affrontare. Il Verona di Juric è sceso in campo con il collaudato 3-4-2-1: Silvestri in porta, difesa con Magnani, Gunter e Lovato, a centrocampo Faraoni, Sturaro, Ilic e Dimarco, con Barak e Zaccagni a supporto di Lasagna. Per la Juve la formazione era pressoché obbligata, per l'indisponibilità di 7 potenziali titolari. Pirlo ha schierato i suoi con un 3-5-2: Szczesny, Demiral, De Ligt e Alex Sandro in difesa, Chiesa, Bentancur, Rabiot, Ramsey e Bernardeschi a centrocampo, davanti Kulusevski e Cristiano Ronaldo. A disposizione di Pirlo, il solo McKennie con tanti giovani dell'under 23.

Il match inizia con la pressione della Juve, che ha subito una chance con Ramsey (salva Silvestri) e conclude ben 7 volte verso la porta avversaria nei primi 15 minuti: Chiesa (molto cercato) e Kulusevski i più attivi, Ramsey e Rabiot si inseriscono negli spazi. In mezzo, sugli sviluppi di un angolo Szczesny devia sul palo un colpo di testa di Faraoni. La Juve prova a costruire sempre dal basso, ma è complicato sfuggire al pressing a tutto campo del Verona, soprattutto senza la tecnica di Arthur e le fiammate di Cuadrado. Al 25° primo squillo di Ronaldo, sinistro alto da fuori. Al 38° errore di Demiral a metà campo, si invola Lasagna verso la porta, De Ligt lo contrasta e favorisce l'uscita di Sczcesny.  Finisce il primo tempo: tanto agonismo e fisicità, gioco frammentato, difficile trovare sbocchi.

La Juve parte forte anche nella ripresa. Dopo 3 minuti verticale di Ramsey sul taglio profondo di Chiesa, che punta l'avversario, temporeggia e premia l'inserimento di Ronaldo sulla destra: passaggio orizzontale e destro vincente del portoghese, 1-0 Juve. I bianconeri si muovono di più e meglio, cercando maggiormente la profondità. Al 59° percussione di Kulusevski sulla destra, dal fondo serve Ramsey, il cui tiro a botta sicura sul primo palo viene salvato di testa da Magnani a Silvestri battuto. Il Verona, evitato lo 0-2, reagisce: Veloso (dentro all'intervallo) agisce con qualità da regista, si cerca di coinvolgere maggiormente Barak e Zaccagni. La Juve prova a tenere palla, ma un disimpegno sbagliato di Demiral porta al pareggio: Lazovic sulla sinistra crossa per Barak che svetta su Alex Sandro e supera Sczcesny. Ci si aspetterebbe una Juve all'assalto, ma è il Verona ad averne di più. La mancanza di alternative non consente a Pirlo di modificare il trend della partita, negli ultimi 30 minuti si vede solo il Verona, che si mangia le mani per non aver trovato il 2-1, con Lazovic (traversa scheggiata), Barak e Veloso.

Solo Ronaldo ci prova ancora: al 90° prende palla a centrocampo, accelera e viene steso al limite. La sua punizione si schianta però sulla barriera così come, forse, i sogni scudetto della Juve. Sicuramente l'impossibilità per Pirlo di attingere dalla panchina ha influito, ma la partita ha evidenziato i limiti dell'undici sceso in campo. Ronaldo non può sempre risolvere da solo; se Chiesa e Kulusevski convincono, dietro c'è il vuoto. Costruzione del gioco farraginosa senza Bonucci e Arthur, Demiral impreciso, mancano i guizzi di Cuadrado, Bentancur al solito alterna buone giocate a errori grossolani, Bernardeschi impalpabile. I problemi sono soprattutto tra difesa e centrocampo, ma si sapeva. Senza dimenticare davanti le assenze di Morata e Dybala, non due qualsiasi. La Juve ha bisogno di recuperare gli assenti, per il campionato, ma già con la sfida europea con il Porto in mente, un appuntamento assolutamente da non poter fallire.

Fonte: l'autore Gabriele Granati

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