Quanti rimpianti! La Juve si ferma agli ottavi! Impresa del Porto!

Finisce 3-2 per i bianconeri la gara dello Stadium valevole per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. L'unico a vincere è Chiesa.

di Biagio Grillo
Biagio Grillo
(45 articoli pubblicati)
Torino Juve Porto 3-2 Champions League 2

Per il secondo anno consecutivo, la Juve esce di scena agli ottavi della competizione continentale più importante. Non basta un super Chiesa contro gli uomini di Conceicão, autori di una partita coraggiosa e piena di sostanza. Ronaldo è un fantasma, e per la prima volta da quando è a Torino, non risulta decisivo in una gara ad eliminazione diretta. È umano anche lui d'altronde. La gara inizia con un colpo di testa di Morata che trova la grande risposta di riflesso da parte di Marchesin. La svolta del match arriva al 17°. Fallo di Demiral in area, e vantaggio degli ospiti con Oliveira che spiazza Szczesny dagli 11 metri. 

Si va al riposo sullo 0-1 e la Juve appare spenta e senza idee, complici troppe palle sbagliate e errori di superficialità. 
Alla ripresa è tutta un'altra partita, la Juve rientra con tutto un altro piglio e la domanda è perché non abbia giocato così pure nei primi 45. Al 49° arriva il pareggio di Chiesa, che da dentro l'area trova un destro a giro sotto l'incrocio degno del miglior Del Piero, questi erano i suoi goal. Poco dopo, al 54° sembra girare tutto per il verso giusto, quando Taremi, ammonito, scaraventa via la palla in un gesto di stizza. Non si può fare, secondo giallo e Porto in dieci uomini. Da quel momento la squadra di Pirlo prende in mano il pallino del gioco creando varie occasioni da goal. Il meritato raddoppio arriva al 63°, sempre con Chiesa che approfitta di un cross al bacio di Cuadrado e di testa batte Marchesin. 2-1. Serve un altro goal.
Si va ai supplementari. Ma a sorpresa, al 115°, a segnare sono i portoghesi. Ancora con Oliveira, che risponde alla doppietta di Chiesa con una punizione da una trentina di metri che passa sotto la barriera e sorprende uno Szczesny non proprio irreprensibile.
A poco serve il goal di Rabiot due minuti dopo, e l'assalto finale dovuto per di più all'orgoglio.
Viene naturale fare un confronto con Sarri, che, almeno in campionato, ha fatto il suo dovere.

Uomo partita: Federico Chiesa 

Fonte: l'autore Biagio Grillo

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