Juve, la “Joja” arriva all’ultimo respiro. La Lazio va k.o. 1-0

A tempo scaduto, un Dybala fin lì anomalo riscrive la storia di una partita con pochi acuti

di Carlo Forciniti
Carlo Forciniti
(26 articoli pubblicati)
Juventus v SS Lazio - Italian Supercup

Questa volta è vera “Joja”. In quella stessa porta bucata invano due volte nella finale di Supercoppa, Dybala si prende prepotentemente quanto improvvisamente la scena.

Lo fa contro quella Lazio che in estate gli aveva soffiato il primo trofeo stagionale. Il numero 21 bianconero si accende proprio contro quell’avversario al cospetto del quale nella gara di andata aveva fallito il rigore che a tempo ormai scaduto sarebbe valso il 2-2. 

Serviva una giocata da fuoriclasse per sbloccare una partita combattuta, tirata e bloccata. Ci ha pensato chi più di altri poteva dare un senso diverso ad una sfida con pochi, pochissimi acuti.

A poche ore dal voto e al 90’ ormai inoltrato, la battuta pareva scontata. Lazio e Juve sembrava si fossero astenute dal provare davvero a vincere. Poi si è illuminato Dybala, riscrivendo il finale di un film per troppo tempo monotematico come testimoniava quello 0-0 che fino al crepuscolo della gara rispecchiava in pieno l’andamento della sfida.

MANDZUKIC C’E’ Pronti via e rispetto alle previsioni della vigilia, Mandzukic parte dal primo minuto nel 3-5-2 scelto da Allegri. Dall’altra parte Inzaghi preferisce Luis Alberto a Felipe Anderson. Fin dai primi istanti di gara la Lazio concede alla Juve le chiavi del gioco ma i bianconeri faticano ad ingranare. Luis Alberto ed Immobile in fase di non possesso stringono sovente su Pjanic, bloccando in origine la fonte di gioco juventina. Al 9’ Mandzukic ha sulla testa la palla del possibile 0-1 ma il croato dà il via alla personale serata no sprecando da buona posizione. Con il passare dei minuti, una Lazio meno brillante del solito  ma molto ordinata cresce, spaventando due volte in 180 secondi Buffon con un’incornata di Milinkovic Savic prima e con un destro dal limite di Immobile poi. Allegri sbuffa, intorno alla mezzora alza Lichtseiner in un anomalo tridente con Dybala centrale e Mandzukic a sinistra, ma la mossa non paga i dividendi sperati, pur se dietro gli ospiti hanno comunque il merito di limitare al minimo sindacale le verticalizzazioni per Immobile e la verve del duo Luis Alberto-Milinkovic Savic. Si va a riposo sullo 0-0.

LA LAZIO RECRIMINA Nella ripresa ti aspetti una partita diversa ma il copione non cambia pur se il ritmo della stessa si fa un po’ più elevato. La Lazio aspetta per poi provare a ripartire. La Juventus si fossilizza su un giro palla che fa il solletico a De Vrij e soci. Al 12’ Allegri inserisce Douglas Costa per Lichtsteiner ed è 4-3-3 vero. Inzaghi risponde richiamando in panchina Luis Alberto per Felipe Anderson. Neanche l’ingresso dei due brasiliani accende il match che vive un sussulto vero e proprio soltanto al 17’, quando la Lazio recrimina per un sospetto intervento di Benatia su Leiva. Dopo 73 minuti contraddistinti da tanti, troppi errori, finisce anche la partita di Mandzukic sostituto da Alex Sandro, destino simile a quello di Immobile che ad una decina di minuti dal termine fa spazio a Caicedo.

UNA JOJA ALL’IMPROVVISO Già, il destino. Quello che ultimamente non sembrava arridere a Dybala contro la Lazio. Fino al 93’, quando all’improvviso il fuoriclasse argentino fin lì “decaparecido” o quasi diventa l’eroe di serata con una giocata da fuoriclasse che si tramuta in vera “Joja” . Per lui in primis, ma anche e soprattuto per una Juventus tutt’altro che brillante ma che fa sua una partita che in ottica Scudetto potrebbe pesare tantissimo.

Fonte: l'autore Carlo Forciniti

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