Juve: guardare con fiducia al futuro è possibile, ma a queste condizioni

Ecco come si può ripartire dopo la batosta Champions contro il Real Madrid

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(94 articoli pubblicati)
Juventus v Udinese Calcio - Serie A

Dopo lo 0-3 interno dell’andata dei quarti di finale di Champions contro il Real Madrid, il tema è come la Juventus possa tornare ad essere competitiva ai massimi livelli continentali. Non è una missione impossibile, ma ci sono delle condizioni imprescindibili. Queste.

Al top della condizione. Esattamente un anno fa, una Juve con una rosa meno profonda di quella attuale eliminava con autorità il Barcellona formato MSN, ovvero Messi, Suarez e Neymar. Un terzetto che pareva dover far un solo boccone della neonata Juve a cinque stelle, ma la storia andò molto diversamente. Non fu un caso, semplicemente quella squadra era al massimo della condizione fisica in tutti i suoi elementi principali. Dani Alves fu straordinario contro il connazionale Neymar, Cuadrado era una freccia inarrestabile, Mandzukic una sorta di Hulk, Dybala un supereroe e il duo Pjanic-Khedira in forma smagliante. In difesa Alex Sandro stava disputando la sua miglior stagione e Chiellini e Bonucci erano gladiatori insuperabili. Solo Higuain non fu determinante. Il confronto con quanto visto un anno dopo contro il Real Madrid è stato impietoso. Dani Alves non c’è più e De Sciglio non lo vale, Benatia (ottimo sostituto di Bonucci) e Pjanic erano squalificati, Alex Sandro inguardabile ormai da mesi, Mandzukic e Cuadrado reduci da infortunio e Higuain…lo stesso di un anno fa. Dybala in realtà non ha giocato una brutta partita, ma ha dimostrato ancora una volta poco carattere facendosi cacciare fuori piuttosto ingenuamente. Douglas Costa, comunque positivo negli ultimi mesi, ha commessi gravi ingenuità in copertura, l’altra new entry offensiva Bernardeschi era anch’essa reduce da problemi fisici. Tutto ciò ci dice che una Juve in forma e più attenta poteva tentare l’impresa o quantomeno far sudare freddo alle merengues. Ed è ciò che intendeva Allegri parlando di un pizzico di fortuna quando trovi Real o Barça.

Organico da completare. Chiaramente quando parti con in panchina gente come Asensio, Bale, Kovacic o Lucas Vasquez tutto è più semplice.  Ma la scusa dei fatturati per la minor qualità della rosa non è mai stata accampata da Agnelli o Marotta per giustificare le sconfitte. La prossima estate la difesa vedrà gli ottimi innesti di Caldara e Spinazzola, ma perderà Asamoah e probabilmente anche Alex Sandro. Urgono aggiunte di qualità su entrambe i lati, perché anche De Sciglio ha bisogno di un’alternativa di assoluto livello stante un Lichsteiner ormai in declino e comunque in scadenza di contratto. Se l’Inter non riuscisse a riscattare Cancelo, ecco che Marotta potrebbe approfittarne per un ottimo interprete sull’out destro. Sulla fascia opposta si potrebbe fare un tentativo per un altro ex-Valencia come Gaya. Capitolo centrocampo: Emre Can sarebbe un ottimo rinforzo a costo zero, servirebbe però anche un interno di gamba e gran qualità. Milinkovic-Savic sarebbe il top, così come il ritorno del Pogba deluso da Mou. In avanti il reparto è già completo, considerando pure il ritorno dal prestito di Pjaca, che potrebbe mettere pressione al duo HD e sollecitarne colpi importanti in campo europeo. 

Seria A competitiva. Si dice che il nostro campionato non sia “allenante” in chiave europea. Vero, e non tanto per la qualità media ma soprattutto per la poca intensità. Ad alzare l’asticella potrebbero provvedere Milan e Inter, se risolvono i problemi finanziari delle rispettive proprietà. Questioni molto diverse: Yonghong Li pare non avere grosse disponibilità ed ancora ci si chiede come abbia potuto comprare da Berlusconi, mentre Suning i capitali li ha ma è alle prese con le restrizioni imposte dal governo cinese. La Juve deve così auspicare una ritrovata competitività ad alti livelli delle due storiche rivali. Ne beneficerebbe in competitività europea, nell'incremento dei fatturati grazie ad una Serie A più appetibile sui mercati esteri, e pure anche nel prestigio nel vincere Scudetti un tantino meno scontati di quelli attuali.

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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