Dybala, contro l’Inter la chance per tornare decisivo

La Joya alla  Scala del calcio per porre fine alla sua discesa

di Giacomo Carlesso
Giacomo Carlesso
(11 articoli pubblicati)

Non è passato nemmeno un anno da quando Dani Alves, intervistato dall'emittente televisiva brasiliana Canais Esporte Interativo, consigliò a Paulo Dybala di lasciare la Juventus per migliorarsi. Già da allora le parole rilasciate dal plurititolato esterno verdeoro, presagivano qualcosa strano. Profezia o casualità, sta di fatto che la stagione in corso, la quale oramai sta volgendo verso le battute finali, parla di un Dybala in netto calo rispetto alla precedente, nonostante i numeri, che lo vedono implementare di 6 reti il proprio bottino personale: 25 reti quest'anno rispetto alle 19 dello scorso.

Il calo sta nella perdita d'incisività del 10 bianconero: in campionato, le 21 marcature di quest'anno sono state ripartite in 11 partite, rispetto alle 11 in 9 match dello scorso anno, mentre gli assist si sono quasi dimezzati (7 l'altr'anno, 4 nella stagione 2017-18); in Champions, le marcature si sono ridotte da 4 a una (seppur decisiva, contro il Tottenham).

In secondo luogo è da osservarsi un parallelismo contrastivo fra la fase evolutiva delle prestazioni della Joya nelle seconde fasi delle sue prime due annate bianconere e l'involuzione che sta vivendo attualmente dopo il boom dei primi mesi.

L'inconsistente primo tempo di domenica scorsa con il Napoli, in seguito al quale Allegri gli ha preferito Cuadrado, e l'ingenua espulsione all'andata dei quarti di Champions con il Real, dopo un'apatica performance, testimoniano il momento no
del ventiquattrenne fantasista.

La trascinante prova in casa del Benevento, condita da una tripletta, non è stata riconfermata a Crotone, nel momento in cui la compagine bianconera necessitava della personalità di Dybala. Andando a ritroso, basti pensare alla partita di Ferrara con la Spal, dove l'attaccante argentino si è contraddistinto, non per le sue qualità, ma per i ripetuti, quanto palesi, tentativi di simulazione.

Passando ad una riflessione più ermeneutica, che euristica, credo che Dybala abbia perso la serenità di chi ha tutto da dimostrare, cedendo molto spesso alla frenesia di esibire il suo talento molto spesso sfociata in frustrazione fine a se stessa.  Il gioiello ha smesso di porsi come luce, smarrendo la sua capacità di faro in scintille, talvolta evanescenti. La suddetta serenità che soltanto un anno fa gli permise di far splendere tutto il suo talento nel 3 a 0 contro il Barcellona. Ma quello è solo un attimo che ora appartiene al passato.

Da quel momento molti si sono cimentati in improbabili paragoni con Messi, che a mio modo di vedere hanno fatto male al ragazzo, il quale sembra essersi imborghesito in una maglia, la dieci bianconera, cucita su misura per chi ha le spalle larghe. Tuttavia c'è ancora un campionato da decidere, tradotto: che Dybala mostri di averle.  

La fonte dell'articolo è l'autore Giacomo Carlesso

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