13 Maggio 2012: il giorno in cui la Vecchia Signora perse Pinturicchio

Nella domenica di esattamente 6 anni fa, Alessandro Del Piero si separa definitivamente dalla sua Juventus, in un tripudio di lacrime e cori.

di Matteo Gentili
Matteo Gentili
(12 articoli pubblicati)
ADP10

La domenica del 13 Maggio 2012 è segnata dalla pioggia; però non scende dal cielo, ma dagli occhi di quarantamila persone accorse allo Juventus Stadium per assistere all'ultima partita dello storico numero 10. Una vita intera a servizio della Vecchia Signora, che non abbandona mai, nemmeno nei momenti più difficili dove molti giocatori hanno preferito salutarla. E proprio con lei, Pinturicchio colleziona 709 partite, 290 reti, 69 assist e ben 16 trofei: 6 Scudetti, una Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, un campionato di Serie B, una Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA ed una Coppa Intertoto UEFA

Nel giorno del suo addio, dopo pochi minuti prende un colpo e rischia di abbandonare subito la scena; ma non si arrende, continua a giocare. Al minuto 27 riceve il pallone da Giaccherini e, dal limite dell'area, lascia partire un destro delicato ma estremamente preciso che si insacca alle spalle del portiere. La firma più attesa nel giorno più atteso: goal numero 290 con la maglia bianconera ed un boato mai sentito prima allo stadio. Al 57esimo minuto avviene il cambio che nessun tifoso bianconero avrebbe mai voluto vedere: la lavagna luminosa del quarto uomo chiede ad Alessandro Del Piero di uscire dal campo per fare spazio a Simone Pepe; ma prima viene salutato da tutti i suoi compagni e dai calciatori dell'Atalanta, si gode il suo momento e si inchina dinanzi alla standing ovation. Poi si incammina verso l'uscita in grande stile, accompagnato dalle lacrime dei tifosi e dal coro "Alessandro Del Piero olè, Alessandro Del Piero olè, Alessandro Del Piero olè". La partita continua a giocarsi ma nessuno le presta più attenzione; tutti gli occhi sono sul capitano che sta facendo il giro dello stadio, salutando tutti i tifosi sugli spalti e raccogliendo decine di sciarpe e maglie. Mentre cammina trattiene a stento il pianto per un matrimonio finito dopo 19 anni: 6935 giorni di goal, assist, record personali, standing ovation, cori, gioie, linguacce ma anche di momenti difficili, infortuni, lacrime di delusione, sofferenze. 

Anziché provare altre esperienze in giro per il mondo, avrebbe voluto chiudere la sua carriera vestendo la maglia bianconera e forse non si sarebbe mai aspettato una separazione così brusca. Tuttavia, mai una polemica, mai un comportamento fuori luogo, sempre fedele, educato, razionale e sincero e tutto questo lo ha reso uno dei calciatori italiani più amati di sempre, in Italia e fuori: una vera e propria leggenda.

Fonte: l'autore Matteo Gentili

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