Inter, dalla caduta al sorpasso: il derby ha dato la svolta

Spirito e scelte tecniche centrate. Milan battuto (3-2). Come l'araba fenice, risorge dalle ceneri in uno spettacolare derby, dopo la disfatta in Europa League.

di Ludovico Mele
Ludovico Mele
(3 articoli pubblicati)
AC Milan v FC Internazionale - Serie A

"Certe notti la strada non conta, quello che conta è sentire che vai." Canterebbe così Luciano Ligabue al termine di questo derby magico, che ha visto l'Inter prevalere sui cugini milanisti in una partita ricca di goal ad emozioni. A cantare di gioia però, è un altro Luciano, che di cognome fa Spalletti. Il tecnico di Certaldo, dato per sfavorito e a detta di tutti, al suo ultimo Derby, riesce a lavorare sulla testa di ogni suo giocatore, dopo soli 3 giorni dall'eliminazione in Europa. 

"Certe notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei". Una macchina perfetta, l'Inter di Spalletti scesa in campo ieri sera, con Vecino piazzato sulla trequarti a galoppare nelle selvagge terre rossonere.  È suo infatti, il goal del vantaggio al 3' minuto di gioco: Perisic crossa sul secondo palo della porta difesa da Donnarumma, dove ad attenderlo vi è un Lautaro scatenato, che di testa appoggia al centro per l'uruguagio, sorprendendo di fatto l'estremo difensore che forse si aspettava un tiro diretto in porta. Il numero 8 nerazzurro deve solo batterla dentro. 

"Certe notti c'hai qualche ferita, che qualche tua amica disinfetterà." Il raddoppio dell'Inter arriva al 51' minuto, da un calcio d'angolo. Politano batte corto e ottiene uno scambio da Perisic, crossa in area e trova la testata vincente di De Vrij, che la piazza in rete e disinfetta quella ferita ancora non rimarginata, procurata da una sua leggerezza contro l'Eintracht. 6 minuti dopo però il Milan accorcia su palla inattiva: Calhanoglu pesca Bakayoko, che di testa batte Handanovic e riapre la partita. Bastano però solo 10 minuti all'Inter, per riportarsi a distanza con Lautaro, che trasforma con freddezza un calcio di rigore procurato da Politano, sgambettato da Castillejo al limite dell'area. Inutile infine la rete del 2-3 di Musacchio. 

Il Milan esce sconfitto e con il morale a terra - complice una lite tra Kessie e Biglia in panchina - con Gattuso che si dichiara doppiamente sconfitto per questo episodio, dove a suo dire il rispetto tra compagni, è posto quasi al pari di una singola vittoria. Ci sarà ancora molto da lavorare, ma il campionato è ancora lungo e il Milan ha dimostrato di poter essere all'altezza di un posto tra le grandi, arrivando da un periodo decisamente positivo, con 7 vittorie e 3 pareggi, prima del capitombolo in casa contro i cugini.

L'inter invece, ne esce saldamente ricompattata. Una difesa che ritrova il miglior De Vrij che in compagnia di Skriniar ha reso sterile un Piatek mai pericoloso e un Lautaro -assente giovedì sera per squalifica- che a differenza del suo connazionale Icardi, ama spingersi oltre i 16 metri, per dar manforte ai suoi compagni, per poi ritornarvi con una rapidità e una cattiveria agonistica degna di un leader.  Da non tralasciare, infine, le ottime prestazioni di Vecino e Gagliardini, che con sudore hanno cercato di dare una sterzata al loro periodo negativo e di un D'Ambrosio, autore di un salvataggio sulla linea allo scadere, che vale più di un goal e che ricorda forse un po' quello di Lucio su Piqué in quel famoso Inter-Barcellona (3-1).

Ma D'Ambrosio non è Lucio e questi sono altri tempi, con paragoni non spendibili per imprese e protagonisti. Non c'è tempo per "Amarcord" di ogni tipo; questa squadra deve riuscire a trovare continuità ed equilibrio per poter sognare ancora. Ciò che conta è aver regalato una partita che difficilmente verrà dimenticata. Perchè forse più importante della vittoria, è la fame con cui si scende in campo; e la banda di Spalletti ha dimostrato di averne ancora.

"Quelle notti somigliano a un vizio, che non vuoi smettere, smettere mai..."

Fonte: l'autore Ludovico Mele

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