La Macedonia nel segno di Goran Pandev

Dalla periferia di Sturmica alla qualificazione agli Europei con la sua Macedonia, passando da un triplete con l'Inter

di Ermanno Ceruetto
Ermanno Ceruetto
(23 articoli pubblicati)

Goran Pandev nasce a Sturmica, comune Jugoslavo (attualmente Macedone) di 79.012 abitanti, il 27 luglio 1983. Qui il piccolo Goran vive un'infanzia turbata dai conflitti interni jugoslavi che porteranno alla separazione della Macedonia quando Goran ha appena 8 anni. Goran ha, sin da piccolo, una grande passione per il calcio e per gli sport in generale, nonostante le condizioni poco agiate in cui vive fa di tutto per conciliare impegni e passione.

Il suo grande spirito di sacrificio lo porta ben presto a coronare uno dei suoi più grandi sogni che è quello di giocare in una squadra di calcio, infatti a soli 16 anni passa nelle giovanili del Belasica, squadra della sua città natale. Corre l'anno 2000 e Goran viene convocato in prima squadra dal Belasica. Nella prima stagione disputa tutte e 18 le partite del campionato timbrando 9 volte il cartellino dei marcatori. 

Quando gli osservatori dell'Inter si accorgono del talento del giovane Goran non gli staccano più gli occhi di dosso. A fine campionato i dirigenti dell'Inter convincono la squadra Macedone a cedere il suo gioiellino con un offerta da 250.000 €. Goran non ci mette molto a dire sì ai neroazzurri e volare diretto a Milano. Il primo anno a Milano giocando nelle giovanili neroazzure vincerà il torneo di Viareggio e il Campionato Primavera. 

Dopo una serie di prestiti, a Spezia Ancona, entrerà nell'affare che porterà Stankovic all'Inter e lui a Roma sponda Lazio. Alla Lazio militerà dal 2004-2009 diventando un punto fisso della Lazio soprattutto grazie all'allenatore biancoceleste Delio Rossi. Tutto il suo impegno e la sua applicazione al gioco di Delio Rossi lo si vedrà nella doppietta con cui Pandev permetterà alla Lazio di strappare un pareggio, in Champions, ai danni del Real. In cinque stagioni con la maglia della Lazio giocherà complessivamente 159 partite segnando 48 gol e vincendo una Coppa Italia. 

Nel 2009 l'Inter decide di farlo tornare a casa-base, offrendogli un quinquennale da 3 milioni di € annui, grazie alla volontà di Jose Mourinho con cui a fine stagione alzerà ben tre titoli, segnando insieme ai suoi compagni di squadra la storia del club neroazzuro e alzando al cielo quel sogno chiamato triplete. L'anno successivo il macedone si ritroverà in panchina invece dello Special One, che lascia l'Inter dopo aver vinto tutto, lo spagnolo Rafa Benitez, col quale vincerà una Supercoppa e un Mondiale per Club nel quale sarà determinante anche una sua rete nella finale vinta 3-0 contro il TP Mazembe. 

L'anno successivo va in prestito al Napoli, il quale lo acquisterà nel Giugno successivo pagando il suo cartellino 7,5 milioni di €. Coi partenopei vincerà due Coppe Italia prima con Mazzarri nel 2012 e poi con il ritrovato Benitez nel 2014. Concluderà la sua esperienza in azzurro con 19 reti in 92 partite. 

Dopo una stagione al Galatasaray, in Turchia, decide di tornare in Italia al Genoa nel quale milita dal 2015. Dopo aver pensato al ritiro, ha giurato di rimanere al Genoa un anno ancora per amore della maglia, e di continuare col calcio giocato per un altro anno. Ironia della sorte nell'anno che più di tutti lo avrebbe potuto allontanare definitivamente dal calcio giocato professionistico, causa Covid-19 e la veneranda età di 37 anni, l'ha portato a giocarsi la qualificazione agli Europei contro la Georgia. Grazie al terzo posto conquistato dalla nazionale Macedonia nel girone di qualificazione, i macedoni sono stati ripescati nelle migliori terze per partecipare ai playoff per l'accesso alla fase finale. Dopo una vittoria per 2-1 contro il Kosovo la squadra macedone si impone nella sfida decisiva contro la Georgia per 0-1 con il gol di Pandev che a fine partita scoppia in lacrime per aver realizzato il più grande dei suoi sogni e aver regalato un sogno a tutti i suoi connazionali. 

La vita dà e toglie ma alla fine ripaga sempre il duro impegno e la perseveranza anche se un pizzico di fortuna come in questo caso non guasta mai, vero Goran?

Fonte: l'autore Ermanno Ceruetto

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