Il cielo di Firenze e le sue sorprese: ufo e stelle del calcio

Firenze negli anni ci ha regalato emozioni a non finire: Antognoni, Baggio e Batistuta, tre stelle patrimonio del calcio mondiale

di Sara Tombolato
Sara Tombolato
(9 articoli pubblicati)

Certo, lo possiamo ben dire, il cielo sopra lo stadio di Firenze negli anni ci ha abituato alle sorprese. Correva l’anno 1954 e durante una partita amichevole tra Fiorentina e Pistoiese nel cielo vennero avvistati strani oggetti non identificati  ancora  oggetto di studio e discussione tra gli esperti di ufologia. Era il 27 ottobre… E poi c’era il 19 maggio 2014, e questa volta” sotto” il cielo dello stadio di Firenze c’erano tre fenomeni, tre grandi calciatori, tre indimenticabili eroi ancora oggetto d’amore da parte dei tifosi italiani. Stiamo parlando di Giancarlo Antognoni, Roberto Baggio e Omar Gabriel Batistuta uniti da una maglia di colore viola e dalla riconoscenza alla città di Firenze. In quella sera di maggio a riunirli in campo fu una partita di beneficienza, la partita del cuore tra la nazionale italiana cantanti ed una squadra rappresentativa di alcuni ex giocatori gigliati. Il risultato del match francamente non lo ricordo e credo di non aver nemmeno tentato di comprendere il gioco offerto dalle due formazioni in campo. La mia attenzione era tutta dedicata a loro, al trio delle meraviglie e  alla fortuna che mi trovavo ad avere insieme ai 40.000 spettatori dello stadio Franchi. Un evento a dir poco storico; tre veri campioni, esempi da incorniciare in campo e fuori dal campo, dotati di grinta e tenacia che hanno dovuto sfoderare anche nel quotidiano: Antognoni vittima di un incidente di gioco il 22 novembre 1981 in cui per alcuni attimi il suo cuore smise di battere e la tragedia fu sfiorata solo grazie al pronto intervento di personale medico presente a bordo campo; Roberto Baggio che vide all’orizzonte la fine della sua carriera ancora prima di iniziarla per un brutto infortunio al ginocchio durante l’incontro Rimini Vicenza e Batistuta, che a causa dei ripetuti traumi di gioco subiti, rischiò di perdere l’uso della caviglia una volta terminata l’attività agonistica. Ma in quella, un’altra stella brillava nel firmamento di Firenze: quella di Stefano Borgonovo, il bomber viola, scomparso prematuramente nel 2013 dopo aver combattuto per anni contro la sla. E mentre i brividi mi percorrevano la pelle, il mio pensiero volava a Firenze e alla sua Fiorentina: sicuramente non vanterà i trofei di altre squadre più blasonate ed economicamente più floride, ma la fantasia e lo spessore dei suoi talenti  sono invidiate a livello internazionale tanto da potersi parlare di “patrimonio  calcistico mondiale”. Baggio docet. Ed infine giusto una nota: madrina della serata, con gli scarpini ai piedi, Cristiana Capotondi. Cara Cristiana… Beata te!

Fonte: l'autore Sara Tombolato

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