Fiorentina-Benevento: una partita surreale

Per i ragazzi della Fiorentina, la prima partita senza il loro capitano Davide Astori

di Matteo Milocco
Matteo Milocco
(21 articoli pubblicati)
ACF Fiorentina v Benevento Calcio - Seri

Oggi, 11 marzo 2018, all'Artemio Franchi di Firenze, seppur sotto una pioggia incessante, si vedono pochissimi posti liberi a sedere. La partita non è una di quelle che richiamano migliaia di tifosi, siccome si gioca contro l'ultima del campionato, il Benevento. La gente è arrivata da ogni angolo della città e non solo, per dare un sostegno ai propri ragazzi viola in questo momento nel quale il destino ha voluto metterli a dura prova. Una settimana fa è venuto a mancare nel sonno il loro capitano Davide Astori, un ragazzo esemplare, con il sorriso stampato in faccia in grado di poterti riscaldare il cuore, con dei valori sani che al giorno d'oggi non è cosi scontato trovare.

All'entrata in campo delle squadre il silenzio avvolge tutto lo stadio in segno di rispetto, non solo per un giocatore, ma per un ragazzo di 31 anni, papà, figlio, marito, fratello, amico, compagno di squadra. Gli occhi dei giocatori viola sono stanchi, affaticati, come se stessero cercando un ragazzo con la maglia 13 in mezzo al campo. La partita inizia dopo due minuti interminabili di silenzio, lo stesso silenzio che si prolunga fino al minuto 13, nel quale la palla viene messa in fallo laterale dai giocatori viola per dare un ultimo omaggio al loro capitano. La curva fiesole alza verso il cielo tante bandierine viola, bianche, rosse che formano il nome di Davide ed il suo numero di maglia 13. Lo stesso identico cielo nel quale al 26', Vitor Hugo sostituto di Astori, si innalza su cross perfetto di Saponara staccando altissimo e di testa la mette dentro, proprio come faceva il suo capitano.

La Fiorentina per il resto della partita avrebbe potuto segnare molto di più, ma onore a questi ragazzi che quest'oggi hanno dovuto affrontare una prova di maturità incredibile. Nei miei articoli non mi sbilancio mai in considerazioni personali, come giusto che sia, ma è doveroso a mio avviso sbilanciarmi in quest'ultimo caso. A me piace pensare che Davide sia stato in mezzo a quel campo oggi, a dare indicazioni ai suoi compagni, ma soprattutto amici. Mi piace pensare che Vitor Hugo possa aver saltato cosi in alto perché aiutato dal suo capitano dopo averlo preso in braccio e averlo fatto staccare al cielo. Mi piace pensare che non sia un caso che Vitor abbia la maglietta numero 31 (gli anni di Davide e i numeri invertiti della sua maglietta) e che abbia segnato alle 13.00 in punto in una partita completamente surreale.

Mi piace pensare anche che tutte le partite possano disputarsi con un clima di solidarietà e sportività come abbiamo visto oggi a Firenze, che nel momento in cui lo speaker da le informazioni di sicurezza per i tifosi della squadra avversaria, possa partite un applauso dell'intero stadio in forma di rispetto. Rispetto si, quel rispetto che aveva Davide nei confronti del prossimo e che si è visto con tutti gli omaggi da parte dei compagni di squadra, avversari e gente comune. Mi piace pensare che nel mondo non ci sia solamente un Davide Astori, ma che ce ne siano tanti per riuscire a far germogliare quel seme che aveva piantato nel terreno, per poi un giorno poter far nascere una bellissima pianta. Buon viaggio Davide.    

Fonte: l'autore Matteo Milocco

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