Daniel Passarella, il “Caudillo” che conquistò Firenze

Il libero goleador che nel 1986 superò il record di realizzazioni per un difensore.

di Massimiliano Cerbai
Massimiliano Cerbai
(27 articoli pubblicati)
Argentina Daniel Passarella

Era l'estate del 1982,il campionato italiano era appena giunto al termine dopo un lungo testa a testa tra Fiorentina Juventus conclusosi (non senza polemiche) con la vittoria dei bianconeri al fotofinish. La Lega calcio aveva "aperto"all'introduzione del 2° straniero quindi le società scandagliarono il mercato alla ricerca di qualche fenomeno da presentare ai tifosi. Arrivarono anche i classici bidoni,ma sicuramente un grande calciatore lo acquistò la Fiorentina: Daniel Passarella.

Capitano dell'Argentina dal carattere molto deciso ,che durante la fantastica esperienza Mundial in Spagna sperimentò anche Giancarlo Antognoni, il quale (dopo aver subito un brutto fallo proprio dal Caudillo) gli si fiondò contro e soltanto grazie all'intervento dei compagni dei due contendenti, l'episodio finì li. Non male come "presentazione" per due calciatori che di lì a poco sarebbero stati compagni di squadra.

Sbarcò quindi in Italia un fortissimo difensore che realizzava reti bellissime (con tiri da fuori, calci di punizione, colpi di testa) oltre che difendere benissimo. Gli servì comunque un periodo di ambientamento (circa tre mesi) durante i quali ,qualche addetto ai lavori riuscì a rimpiangere il buon Galbiati al centro della difesa.

Come dicevo, dopo quel periodo, il fuoriclasse argentino si impose definitivamente, anche perché la sua specialità era il colpo di testa e questo nonostante non fosse altissimo (poco più di 170 cm) ma l'esplosività degli arti inferiori e la grinta che sprigionava, sopperivano alla statura.

L'episodio che fece conoscere anche il suo aspetto caratteriale un po' fumino, accadde il 10 aprile 1983 ,in occasione di un Verona-Fiorentina ,partita alla quale ero presente all'interno del terreno di gioco, perché mio padre (essendo fotografo ufficiale della rivista "La Fiorentina") mi fece questo regalo portandomi con sé perché era il mio compleanno. 

La partita fu vibrante ,la squadra viola passò in vantaggio con Daniel Bertoni nel primo tempo, con un preciso colpo di testa, ma gli scaligeri (guidati da Osvaldo Bagnoli in panchina e da Pierino Fanna in campo) resero la partita ai viola molto complicata, anche se alla fine dovettero arrendersi (Bagnoli comunque stava abilmente plasmando la squadra che, con qualche innesto importante avrebbe vinto lo scudetto del 1985).

Le squadre quindi, dopo una partita tiratissima, stavano facendo il loro ritorno negli spogliatoi e insieme a noi stavano scendendo le scale del sottopasso del Bentegodi, quando il massaggiatore del Verona colpì ( forse inavvertitamente) col thermos la testa di Daniel Passarella, che stava scendendo le scalette davanti a lui, il quale gli si scagliò contro scaraventandolo per terra , (il tutto davanti a noi) e soltanto grazie all'intervento dei presenti, la situazione non degenerò ulteriormente.

Il Caudillo si prese qualche giornata di squalifica ed il mondo del calcio e non lo conobbero definitivamente anche sotto questo aspetto.

Ed eccoci nel 1986 quando Passarella decise di accettare le lusinghe dell'Inter, ma prima dette una grandissima prova di professionalità esemplare ,consentendo con una sua doppietta ,alla Fiorentina di entrare in Coppa Uefa, proprio a discapito dell'Inter.

Si stava giocando infatti, Pisa-Fiorentina ultima di campionato, vincendo, la squadra viola sarebbe entrata in Uefa e il Pisa sarebbe retrocesso in Serie B. La squadra di Romeo Anconetani si portò in vantaggio, ma (come ho  accennato prima) i viola con una doppietta di Daniel Passarella ribaltarono il risultato. Il primo lo segnò su calcio di rigore ,mentre il secondo con un magistrale calcio di punizione. Grazie poi a questa doppietta, superò anche il record di gol di un difensore, che apparteneva a Giacinto Facchetti.  Fu il regalo d'addio a Firenze di uno dei più grandi difensori della storia del calcio, il Caudillo argentino, dal carattere fumino, ma dalla classe cristallina e dalla professionalità esemplare.

Fonte: l'autore Massimiliano Cerbai

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