Nessuno vuole allenare il Cagliari. Tranne Diego Lopez

Tutti rifiutano la panchina dei sardi. E il responsabile principale della crisi resta in sella

di Antonio Casu
Antonio Casu
(33 articoli pubblicati)
FC Internazionale v Cagliari Calcio - Se

La panchina di Diego Lopez non è saltata neanche stavolta. Sembra assurdo, alla luce degli ultimi risultati disastrosi del Cagliari ed una classifica che la vede rischiare tantissimo in chiave retrocessione, ma è questa la realtà dei fatti. Tommaso Giulini ha deciso di confermarlo, non senza dubbi. La notte tra domenica e lunedì seguita al tonfo di Genova, infatti,  è stata travagliata. Una notte pesante, nella quale Lopez è stato più volte ad un passo dall'esonero. Purtroppo, però, mancano le alternative. Nessuno vuole allenare il Cagliari, tranne lui. 

Giulini ha fatto più di un tentativo per individuare il profilo giusto per condurre in porto una salvezza che si è complicata parecchio. Basterebbe poco (probabilmente sarebbe sufficiente un successo negli ultimi tre incontri per centrare l'obiettivo minimo di stagione), ma nessuno se l'è sentita.  Secondo quanto riportato da più fonti, la lista è lunga: da Mario Beretta, responsabile del settore giovanile dei sardi già promesso sposo del Milan, a Massimo Rastelli, ancora sotto contratto. Da  Nicola Legrottaglie, ex vice di Rastelli, agli esperti Edy Reja e Cesare Prandelli, poco intrigati dalle proposte di Giulini e Carli. 

Un disastro, annunciato. Perché è evidente che ora, a prescindere da quanto dica la classifica, è troppo tardi. I limiti di Lopez sono noti da tempo e il Cagliari, convinto di potersi salvare agevolmente, non è corso ai ripari nel modo migliore. La situazione attuale non è altro che la naturale conseguenza di una stagione programmata male e portata avanti con sufficienza. Un anno di scommesse, senza un vero margine per giocarsi l'all-in. Condizionata dall'addio di Capozucca, dalla sostituzione inopportuna con un ottimo scout che non aveva mai fatto il direttore sportivo ed un mercato deficitario, centellinato di nome di un progetto ambizioso che mette in secondo piano la sfera sportiva. 

Nessuno vuole allenare il Cagliari e non possiamo sorprenderci. Non ora, dopo quello che abbiamo visto. Diego Lopez resta seduto sulla panchina dei sardi e non resta altro che affidarsi alla buona sorte che di solito aiuta gli audaci e ai risultati degli altri. Quelli che sulla carta erano inferiori al Cagliari e hanno dimostrato tuttavia di meritare maggiormente la salvezza. Hanno lottato su ogni pallone come il Cagliari non ha mai fatto, mostrando coraggio e lucidità nei momenti più difficili. A differenza dell'armata Brancaleone dell'uruguaiano, attaccata agli alibi e alle giustificazioni che non convincono più nessuno.  Serve una scossa, subito. Non ci sono più partite meno importanti delle altre. Non c'è più tempo da perdere.  Con o senza Lopez. 

Fonte: l'autore Antonio Casu

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