Cagliari alla deriva: non ci resta che Rastelli?

La retrocessione è un incubo sempre più concreto e i sardi devono correre ai ripari. Con una sola soluzione possibile

di Antonio Casu
Antonio Casu
(33 articoli pubblicati)
Juventus v Cagliari Calcio - Serie A

"Non ci resta che piangere", pensava Massimo Troisi in tandem con Roberto Benigni. E i tifosi del Cagliari fanno altrettanto, ormai da diverse settimane. La squadra di Diego Lopez, sconfitta nettamente anche dalla Sampdoria, sta vivendo uno psicodramma che infortuni e qualità globale della rosa non sono in grado di spiegare. Abbiamo parlato a più riprese dei limiti che caratterizzano i rossoblù, con un incubo sempre più ricorrente: la retrocessione è una possibilità molto concreta. 

Gli ultimi successi di Spal e Crotone hanno dato un nuovo slancio ad una lotta per la salvezza apertissima e il Cagliari, in vantaggio di due punti sul Chievo terzultimo, rischia tanto. Quel che preoccupa maggiormente non è tanto il calendario delle ultime tre giornate, seppure ostico (Roma e Atalanta in casa, Fiorentina in trasferta), quanto l'atteggiamento arrendevole della squadra, incapace di scendere in campo con il coraggio di chi dovrebbe giocare ogni domenica la partita della vita e le idee chiare di chi aspira a rimanere in  A. 

A prescindere da quello che sarà l'esito finale di questo campionato, Diego Lopez ha fallito la missione ed è il principale responsabile della crisi del Cagliari.  L'esonero di un allenatore a poche giornate dalla fine rappresenta sempre un rischio enorme, ma non ci sono più alternative. Il tecnico ha dimostrato di non meritare la massima categoria e urge un intervento concreto che vada oltre un ritiro o la sostituzione del direttore sportivo.  Ma chi dovrebbe arrivare al suo posto? 

Optare per una soluzione interna  non offrirebbe le garanzie necessarie, e altrettanto si potrebbe dire di un'eventuale scelta "esotica" (come ha fatto l'Udinese con Tudor). Il Cagliari ha bisogno, ora come non mai, di certezze. E di un tecnico che non necessiti di un periodo d'ambientamento. Avevamo proposto Ivo Pulga, ma il tecnico si è appena accasato al Brescia di Cellino. Quindi resta solo un nome. Uno spauracchio, per molti tifosi. Ma l'unico che conosce bene l'ambiente e, a prescindere dagli enormi limiti gestionali palesati, può garantire una scossa immediata. Insomma, non ci resta che Rastelli. Con la speranza che questa stagione non venga ricordata per una retrocessione che sarebbe clamorosa.  E che il tempo delle lacrime sia finito. 

Fonte: l'autore Antonio Casu

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