Prima il litigio Gomez-Gasperini poi la qualificazione in Champions

L'Atalanta si qualifica al prossimo turno di Champions grazie alla vittoria fuori casa sull'Ajax nonostante il clima teso nello spogliatoio neroazzurro

di Ermanno Ceruetto
Ermanno Ceruetto
(23 articoli pubblicati)

Notte di Champions per l'Atalanta, che si presenta all'Amsterdam Arena con qualche problemino di troppo. In settimana erano emerse voci pesanti, per quanto riguarda un presunto litigio fra il Papu Gomez e Gasperini al termine della partita contro il Midtjylland. Nel litigio è stato coinvolto secondo le voci anche Ilicic, sloveno che ha preso le parti del Papu nel litigio. Attimi confusi di ordinaria follia che hanno portato alle mani, cosa che poco avrebbe digerito l'allenatore bergamasco, il quale ha pensato anche alle dimissioni immediate. A placare gli animi ci ha pensato il presidente Percassi, che si è catapultato a Zingonia in cerca di spiegazioni dallo spogliatoio e per fare in modo che Gasperini lasciasse tutto alle spalle. La settimana non è stata tranquilla ed è andata avanti con varie peripezie. Alle porte della partita con l'Ajax si era parlato di una possibile tribuna punitiva per Gomez nelle partite a seguire. In tutto questo ambaradan l'Atalanta è dovuta scendere in campo per cercare nell'ultima partita del girone di Champions di vincere per passare il turno. Si sono trovati di fronte gli avversari dell'Ajax, squadra molto temibile negli ultimi anni, capace di fare fuori anche la Juventus ai quarti di finale e nonostante la squadra sia cambiata totalmente lo stile di gioco degli olandesi è rimasto lo stesso, palla a terra e gioco veloce con continue triangolazioni. La vigilia è stata carica di tensioni e le domande rivolte a Freuler e Gasperini sulla vicenda accaduta nello spogliatoio neroazzurro sono state molteplici. I due hanno cercato di sviare i giornalisti e hanno ribadito la compattezza del gruppo Atalantino. Una volta in campo il peggio sembrava passato, Gomez è stato messo titolare e la squadra aveva solo un obiettivo in testa, quello della qualificazione agli ottavi. Il primo tempo ha visto prevalere il ritmo forsennato degli olandesi, che hanno mantenuto più del 60% di possesso palla e tirato 4 volte verso la porta bergamasca contro l'unica occasione fuori dai pali dell'Atalanta. Il secondo tempo inizia con lo stesso copione del primo, con il possesso palla da parte degli olandesi e la Dea che cerca di limitare gli spazi e i movimenti avversari. Nonostante il gran possesso palla, le occasioni non fioccano per gli olandesi che si fanno vivi solo per reclamare un fallo in area su Huntelaar che l'arbitro non ritiene degno di penalty. Quando la partita ormai sembra indirizzata verso un semplice pareggio Gravenberch commette un fallo ai danni del Papu che gli costa la seconda ammonizione e il rosso. Le speranze della dea si riaccendono e fanno capolino all'85' di gioco quando Muriel raccoglie un bel filtrante di Freuler e scaraventa il pallone dello 0-1 in porta. Il triplice fischio sancisce la fine della partita e la qualificazione agli ottavi della Dea per il secondo anno consecutivo.

Fonte: l'autore Ermanno Ceruetto

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