L’ultima vittoria 3.0 [seconda parte]

Si conclude il nostro viaggio nel tempo alla ricerca degli ultimi trionfi delle squadre di Serie A

di Marco Fiammetta
Marco Fiammetta
(88 articoli pubblicati)
Coccarda e Scudetto

Come abbiamo avuto modo di ricordare nella prima parte, nella stagione appena conclusa i tifosi di InterJuventus hanno potuto gioire per i trofei vinti dai propri beniamini, ma i sostenitori delle altre squadre partecipanti alla prossima Serie A da quanto tempo aspettano di poter esultare per un trionfo? 

Pur avendo conquistato sette scudetti la vittoria più recente del Bologna è stata ottenuta in Coppa Italia. Nella finale di Roma del 1974, i rossoblù si trovarono difronte una squadra di Serie B: il Palermo. I rosanero, passati in vantaggio grazie ad una rete di Magistrelli, vennero raggiunti solo per un calcio di rigore di Savoldi (al 90'). Dopo i tempi supplementari furono i tiri dal dischetto ad assegnare il trofeo agli emiliani. 

Il 12 aprile 1970 la Sardegna vinse il suo titolo più importante. Allo stadio Amsicora di Cagliari la squadra di Scopigno era sospinta da un’intera regione: le reti di Riva e Gori contro il Bari firmarono lo storico scudetto. Rombo di Tuono, vincendo la classifica dei marcatori, contribuì in maniera determinante alla conquista di quello storico tricolore che è rimasto vanto indelebile per una intera regione. Protagonisti di quella impresa furono anche Albertosi, Cera e Domenghini che, insieme a Riva, qualche settimana dopo, alla stadio Azteca di Città del Messico, sarebbero stati protagonisti della partita del secolo: Italia-Germania 4-3!

Uno di quei protagonisti lo troviamo anche nel racconto di quella che è, al momento, la gioia più grande per i tifosi dell’Atalanta. Nel 1963 la squadra bergamasca si trovò a disputare la finale di Coppa Italia: allo stadio San Siro l’avversario dei nerazzurri fu il Torino. Il successo dei lombardi non fu mai in discussione grazie alla prestazione superlativa di Domenghini che, mettendo a segno una tripletta, firmò lo storico successo della dea. Negli ultimi anni la squadra bergamasca è stata, in due occasioni, ad un passo dal successo in Coppa Italia fermandosi però in finale: nel 2019 (contro la Lazio) e nel 2021 (contro la Juventus).

Dal 2002 sulle maglie bianche dello Spezia è cucito uno stemma tricolore che rappresenta il primo posto conquistato dalla squadra dei Vigili del Fuoco al termine della Divisione Nazionale del 1944. Quel torneo, denominato Campionato Alta Italia, si concluse con un girone a tre disputato all'Arena di Milano. Dopo avere pareggiato (1-1) contro il Venezia, la squadra ligure sconfisse (2-1) il Torino, campione uscente, grazie ad una doppietta di Angelini. I granata, che avrebbero conquistato i successivi quattro titoli tricolori, si imposero sui veneti (per 5-2) consegnando, di fatto, il primo posto alla squadra spezzina. 

Nel 1941 il Venezia, dopo avere eliminato la Borzacchini Terni (l’attuale Ternana), l'Udinese, il Bologna e la Lazio, ottenne l’accesso alla finale della Coppa Italia contro la Roma. Allo stadio Nazionale della capitale, la squadra giallorossa sembrò chiudere il discorso già dopo 19 minuti grazie alla tripletta di Amadei, ma le reti di Mazzola, Diotalevi ed Alberti permisero ai lagunari di raggiungere un clamoroso pareggio. Si rese, quindi, necessaria la ripetizione della partita: sull’isola di Sant’Elena la rete di Loich (al 72'), servito da Mazzola, sancì il successo dei veneziani.

Pur avendo vinto ben nove scudetti, la vittoria più recente del Genoa risulta essere l’unica Coppa Italia che la squadra del grifone ha in bacheca: quella del 1937. Allo stadio comunale Giovanni Berta di Firenze (successivamente intitolato ad Artemio Franchi) la squadra rossoblù ebbe la meglio sulla Roma grazie alla rete del centravanti Luigi Torti.

Per l'Udinese (seconda in campionato nel 1955 e finalista di Coppa Italia nel 1922), l'Empoli (che nel 2007 fece il suo esordio in Coppa UEFA)  e per tutte le altre squadre di Serie A, la prossima stagione sarà l’occasione per riscrivere la propria storia e per fare ritornare a gioire i propri tifosi.

Fonte: l'autore Marco Fiammetta

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