Il Napoli di Sarri: come vincere senza trofei!

AMARCORD Serie A: in questo articolo un omaggio ai tre anni di Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli. Tanti complimenti, bel gioco e quel tricolore sfiorato.

di Biagio Grillo
Biagio Grillo
(33 articoli pubblicati)

Ci sono state squadre che hanno segnato un'epoca, per ciò che hanno vinto, o per ciò che hanno rappresentato. Si dice che la storia la scrive chi vince, ed effettivamente è vero, ma non è sempre così. Il Parma di Ancelotti può essere una degna argomentazione a favore di questa tesi, ma c'è stata un'altra squadra che ha lasciato un'impronta maggiore sul calcio italiano e non solo.

Questa squadra sul finire della seconda decade degli anni 2000 ha colorato il calcio del nostro paese di un colore intenso, l'azzurro. È il Napoli di Sarri.
Una squadra che giocava a memoria, che grazie ad un gioco propositivo unito ad una manovra fluida offriva al pubblico del San Paolo un calcio davvero spettacolare. La formazione che schierava in attacco il tridente dei cosiddetti "piccoletti" Insigne, Mertens e Callejón, andava in goal con una facilità disarmante, si divertiva e faceva divertire, e in più di un'occasione è stata ad un passo dallo spodestare Madama Juventus nel pieno del suo ciclo vincente.

In particolare nella stagione 17-18 (primo campionato della storia con il Var) i ragazzi di Sarri riuscirono nell'impresa di arrivare a ben 91 punti (record di sempre nella storia del Napoli), con 28 vittorie, 7 pareggi e soltanto 3 sconfitte. Solo la migliore Juve dell'era Allegri, che arrivò addirittura a 95, negò loro il terzo scudetto.

Tanti sono stati i rimpianti di quel campionato, a partire dalla deludente sconfitta interna contro la Roma, dopo essere passati in vantaggio, per proseguire coi pareggi contro Chievo e Sassuolo, e per finire con la pesante sconfitta di Firenze nel momento decisivo a tre giornate dalla fine. Una stagione che vide, fra le altre cose, anche l'allora capitano Marek Hamsik diventare il miglior marcatore nella storia del Napoli. (Record poi superato da Mertens ndr.).

Nel mondo del calcio tante sono state le figure che hanno elogiato la squadra del tecnico toscano, tra cui anche Pep Guardiola, che ha affrontato il Napoli con il suo City nelle due partite di un girone di Champions League, il quale disse che "il gioco del Napoli è come un brindisi al sole", e ha fatto notare come secondo lui in quel momento i partenopei fossero una delle migliori squadre d'Europa.

Chi vince sarà sempre elogiato e riempito di onori, come merita. Ma è piuttosto significativo il fatto che venga celebrata maggiormente l'era Sarri, pur spoglia di titoli, piuttosto che il periodo Benitez o la più recente parentesi di Gattuso, che comunque hanno portato la squadra a vincere. Farsi ricordare a lungo dai tifosi di una città intera pur senza iscriversi all'albo d'oro non è roba da sottovalutare.
A noi piace il lato romantico del calcio, e la città di Napoli in quei tre anni ha sognato come non sognava dai tempi di Maradona. Possiamo dirlo senza problemi: il Napoli di Sarri rappresenta l'espressione massima di come si può scrivere la storia pur senza alzare al cielo nessuna coppa, e siamo sicuri di non dire un'eresia.  

Fonte: l'autore Biagio Grillo

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1 COMMENTI

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  1. Salvo - 2 settimane

    Squadra che avrebbe meritato certamente di più

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