L’arte nel pallone: Ronaldo, meraviglioso 10

Quello che fece Luis Nazario da Lima nel 97/98 è nell'enciclopedia delle meraviglie del calcio

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(130 articoli pubblicati)

"L'operazione non è poi così impossibile". Basta accendere l'idea, perché di quel giocatore se ne è innamorato già da tempo Massimo Moratti. E come fai a non amare qualcosa di inimmaginabile? In quella Liga quel brasiliano sta facendo sfracelli, gol impossibili con progressioni da sprinter, poi aggiungiamo che il campionato spagnolo del 96/97 è più affascinante della Serie A: Mijatovic, Suker e Fabio Capello sulla sponda Madrid, Figo, Stoichkov e appunto quel ragazzino che non si ferma mai e che ha appena 20 anni, si chiama Luis Nazario da Lima Ronaldo.

Nella Liga spagnola l'Associazione calciatori ha appena creato una genialata, ogni giocatore ha una clausola rescissoria, una sorta di cartellino e che pagata tale cifra può avvenire il trasferimento. Che il Barca si liberi di Ronaldo pare impossibile e quindi son poche le squadre interessate. La soffiata però arriva dal procuratore del brasiliano, Giovanni Branchini, che prima assiste ad una conferenza stampa dei Blaugrana per confermare il rinnovo contrattuale poi, 3 ore dopo, verso le 21, al momento della sottoscrizione di esso trova tutto totalmente cambiato.

E' un attimo. Ora esiste lo spiraglio. Moratti non aspetta altro, ha già conosciuto Ronnie un anno prima, quando ormai dal Psv ha firmato in Spagna.

Per Ronaldo non è un'asta, va pagata la clausola e poi dovrà scegliere il ragazzo perché sul brasiliano si getta a capofitto Sergio Cragnotti, pronto a regalare un super colpo alla sua Lazio stellare. 

Sembra tutto surreale. Ma veramente quel Ronaldo lì giocherà in Italia? 

L'Inter di Moratti stenta ad avere una stella di portata mondiale. Il presidente in carica da 2 anni ci ha provato prima con Cantona, poi con Baggio, ma nessuno accetta i nerazzurri. Lo fanno Djorkaeff, Ince e Zamorano ma, seppur con buona volontà, non rappresentano un crack mondiale. Ronaldo sì e quando il 27 luglio 1997 indossa la maglia interista per ogni tifoso è il giorno più bello di qualsiasi Natale. 

Ha il numero 10.  

Quel Ronaldo lì, col numero 10, è l'essenza di arte nel pallone. E' spettacolo puro, è una potenza che non ha bisogno neanche di una spalla in attacco, tanto fa tutto lui anche partendo da centrocampo per il gusto di saltare gli avversari come birilli.

Quel numero 10 incanta, ci mette due partite per mettere a sedere Paganin Nel 4-2 inflitto al Bologna di un altro 10 d'artista, Roby Baggio.

Il tifoso interista entra in un sogno, finalmente, dal 1989, esiste un giocatore capace di sfidare qualsiasi potenza, di battere le leggi della gravità, di esser più veloce della luce.

I gol in quella annata sono 25 su 32 partite in una Serie A che propone Bierhoff, Batistuta, Del Piero, Crespo, Balbo, Montella, Inzaghi, Hubner, Totti. Sublime solo pensare ad un'asta con gli amici.

Ronaldo incanta, trascina l'Inter, Simeone lo lancia contro la Fiorentina e già al momento del controllo di palla si grida al gol, siamo appena alla terza giornata e quel 10 sta riscrivendo la storia del calcio. Per la prima doppietta bisogna aspettare la partita successiva, il Lecce si arrende prima su punizione e poi quando colui che diventa il Fenomeno parte in velocità, sbaracca tutta la difesa avversaria e segna. Moratti gongola, Prisco mette la sua figurina in mezzo a quella dei genitori nel portafoglio: "Loro capiranno, Ronaldo è Ronaldo".

"Siete tutti uguali, tranne uno", l'affetto di Gigi Simoni è entusiasmo per Ronnie che continua a segnare e prima di Inter-Juve alza al cielo anche il Pallone d'Oro, poi lascia sul posto Iuliano e Montero e fa segnare Djorkaeff. Sublime.

Ed è sublime in Coppa Uefa dove l'Inter si regala grandi rimonte, con Ronaldo in gol, sul ghiaccio di Mosca come neanche il miglior Gretzky può fare. Quel numero 10 sta diventando poesia.

L'annata si chiuderà sollevando il trofeo europeo al cielo, quei gol sono spettacolo da ammirare su Youtube. Quel Ronaldo col numero 10 è il giocatore più devastante mai visto in una singola stagione in Serie A.

Poi cambierà numero e non sarà più la stessa cosa.

Fonte: l'autore Francesco Fiori

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