Roma e Lazio: la rivincita delle romane

Grande prestazione delle due squadre capitoline contro Gasperini e Juric

di Christian Tron
Christian Tron
(16 articoli pubblicati)
Inzaghi e Fonseca

Il girone di ritorno non poteva iniziare meglio per Inzaghi e Fonseca, che possono sorridere in virtù delle grandi prestazioni delle rispettive squadre. Stesso netto parziale: 3-1, che rispecchia fedelmente l'andamento delle due partite.

Nel big match delle 15 la Lazio affossa in trasferta una spenta Atalanta, orfana di Romero, Gosens ed Hateboer. L'assenza di questi tre giocatori pesa tantissimo nell'economia della partita, in quanto gli orobici appaiono meno solidi del solito nel reparto difensivo e macchinosi in attacco, a dimostrazione del fatto che, senza la spinta continua dei due instancabili esterni di centrocampo titolari, la squadra fatica a rendersi pericolosa. Partita intelligente da parte della Lazio, che recupera in extremis Luis Alberto, il vero cervello del centrocampo biancoceleste, e riesce a sfruttare con grande cinismo le opportunità che si presentano. La gara si mette subito sui binari giusti per la compagine di Inzaghi con il gran gol di Marusic dopo soli 3 minuti, il quale fulmina Gollini con una meravigliosa conclusione a giro sotto l'incrocio. L'Atalanta non riesce quasi mai a rendersi pericolosa, anche per merito dell'attenta marcatura di Acerbi su Zapata, mentre la Lazio si dimostra molto ordinata e concentrata, pronta a far male all'avversario sfruttandone gli errori, come avviene al 51', quando Immobile, approfittando della difesa altissima dei bergamaschi, spizza di testa il pallone in profondità per Correa, il quale si invola indisturbato verso la porta, salta il portiere, e deposita in rete. Dopo aver subito il gol del raddoppio, un'Atalanta a trazione anteriore, complici i cambi offensivi effettuati da Gasperini, inizia a presentarsi più spesso nella metà campo laziale e riesce ad accorciare lo svantaggio al 79' con una grande azione individuale di Muriel, che lascia sul posto Acerbi e conclude colpendo il palo: Pasalic si fa trovare pronto sulla respinta ed insacca comodamente. Gli orobici si spingono tutti in avanti nel tentativo di agguantare il pareggio, ma subiscono il terzo gol in contropiede confezionato dal duo Pereira-Muriqi, che chiude la partita.

Nel posticipo serale la Roma sfida l'ostico Verona di Juric, formazione solitamente molto attenta in difesa e pericolosa in contropiede. Nei primi 20 minuti la gara appare equilibrata come da pronostico ma, dopo la rete del vantaggio giallorosso firmata Mancini, gli scaligeri si disuniscono e subiscono altre due reti nel giro di 7 minuti con il solito Mkhitaryan, al nono centro stagionale, e con un gol di rapina di Borja Mayoral, attaccante che sta sostituendo efficacemente Dzeko, ancora fuori rosa a causa delle incomprensioni con Fonseca. Il Verona appare smarrito, confuso e lascia molti spazi ai giallorossi che arrivano alla conclusione con grande facilità. Il parziale potrebbe essere più severo, segno che se la squadra di Juric non gioca con la massima concentrazione ed abnegazione, corre il rischio di andare incontro a prestazioni molto deludenti. Gli scaligeri riescono ad accorciare le distanze con un gol di testa di Colley, ma non appaiono mai in grado di poter riaprire la partita.

Grande vittoria da parte della Roma, che sembra aver definitivamente superato il contraccolpo psicologico derivante dalla pesante sconfitta patita nel derby e vola al terzo posto in classifica; inoltre sembrano svanite le critiche indirizzate a Fonseca, il quale dovrà trovare presto una soluzione al caso Dzeko - per il bene della squadra -, e si riconferma un ottimo allenatore, troppo spesso messo ingiustamente in discussione. La Lazio di Inzaghi, invece, vendica la sconfitta rimediata in Coppa Italia soltanto qualche giorno fa contro l'Atalanta e colleziona la quinta vittoria consecutiva che la rilancia in ottica Champions League.

Tutto lascia pensare che le due romane saranno grandi protagoniste di questo campionato così avvincente e combattuto. La lotta per lo Scudetto e per il piazzamento in Champions non sono mai stati così accesi.

Fonte: l'autore Christian Tron

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