Roma in crisi: non c’è più niente da fare e da dire

Ennesima prova imbarazzante della squadra giallorossa ed altra occasione persa per rilanciarsi nella corsa alla Champions

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(106 articoli pubblicati)
AS Roma v SSC Napoli - Serie A

La smorfia di Manolas, dopo il nuovo vantaggio del Napoli all'alba del secondo tempo, è l'immagine simbolica dell'ennesima prestazione difficile da commentare della Roma. Sembra paradossale, ma i tifosi giallorossi stasera hanno comunque un motivo per gioire, nonostante l'ennesima figuraccia. Mancano, infatti, solo nove partite, e poi questo campionato tragicomico della Roma sarà solo un ricordo. Così come la cocente eliminazione dalla Champions League con il Porto, l'esonero di Di Francesco, le dimissioni del ds Monchi, i sette gol subiti dalla Fiorentina in coppa Italia e i quaranta infortuni muscolari, un record mondiale. Non solo, il popolo romanista potrà passare un'estate di assoluta tranquillità. Questa volta il mercato non sarà vissuto con la trepidazione di vedere partire qualche elemento dell'argenteria di casa, semplicemente perché pezzi da novanta, con relativa maxi plusvalenza, quest'anno non c'è ne sono. Anzi il mercato estivo potrà essere l'occasione per far fare le valigie a tutti quei calciatori che si sono dimostrati non all'altezza della maglia che indossano e dell'importanza della piazza, e l'elenco è molto lungo. Dieci e lode pertanto a Claudio Ranieri, per il coraggio dimostrato nell'aver accettato di guidare quest'armata Brancaleone totalmente allo sbando e senz'anima. 

Una squadra che è riuscita a fallire l'ennesima, e probabilmente ultima occasione per rilanciarsi nella corsa alla prossima Champions League. Neanche  la sconfitta del Milan a Genova con la Sampdoria, con relativa possibilità di accorciare le distanze e portarsi a -1 dai rossoneri, ha dato quello slancio e quelle motivazioni per cercare di portare a casa un risultato importante contro il Napoli. Certo l'avversario era di livello assoluto, la Roma dopo appena due giri di lancette si è ritrovata subito sotto a causa del grandissimo gol di Milik, un gioiello, controllo di tacco e tiro secco sotto l'incrocio a fulminare il povero Olsen, ma per tutto il primo tempo la squadra di Ranieri non ha mai dato l'impressione di poter cambiare marcia e mettere in difficolta gli uomini di Ancelotti. Come spesso però avviene nel calcio, arriva il classico episodio casuale in soccorso della Roma, che così riesce a raggiungere, con un rigore di Perotti, il pareggio proprio al tramonto della prima frazione. Poteva essere la scintilla per assistere a un secondo tempo giocato all'arma bianca dai giallorossi, sul filo dell'emotività, invece, l'uno due micidiale dei partenopei nei primi 10 minuti, hanno spento le poche velleità con cui la squadra di Ranieri, a dire la verità, si era ripresentata in campo, trasformando così il resto dell'incontro in un semplice allenamento per il Napoli in vista dell'affascinante quarto di finale di Europa League con l'Arsenal. Non poteva quindi  che finire con gli irriverenti olè del pubblico ad accompagnare il torello dei partenopei, e gli scontati assordanti fischi alla fine del match ad accompagnare la mesta uscita dal campo della squadra giallorossa.

Non resta che augurarsi perlomeno in un finale dignitoso, consapevoli del fatto che è quasi impossibile centrare un posto Champions, ed anzi prendendo in sera considerazione che anche la qualificazione all'Europa League è a forte rischio, come testimonia il sorpasso subito in classifica dall'Atalanta vittoriosa a Parma. E pensare che mancano solo nove partite.

AS Roma v SSC Napoli - Serie A
Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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