Roma-Cagliari 1-0: nel giorno di Schick la decide Fazio

Nel giorno della prima da titolare di Patrick Schick, una Roma non brillantissima viene salvata in extremis dal suo difensore centrale

di Alessandro Gagliarducci
Alessandro Gagliarducci
(22 articoli pubblicati)
AS Roma v Cagliari Calcio - Serie A

La partita Roma - Cagliari ha assunto un'importanza particolare sopratutto per due motivi: la prima da titolare per Schick e la prima sconfitta della (ormai ex) capolista Inter.
Per quel che riguarda il secondo punto, era importante vincere la partita odierna poiché, così facendo, la Roma si è portata in "modalità aggancio" per quel che riguarda le prime posizioni: considerando la partita in meno, la distanza virtuale sale  a -1 dal Napoli.
Per quel che riguarda Schick, c'era molta attesa per l'esordio dal 1' minuto per quello che allo stato attuale è l'acquisto più oneroso della Roma in questa sessione di mercato.

La Roma è scesa in campo in questa partita con il canonico 4-3-3 di stampo "di franceschiano": il mister (oltre al già citato cambio El Sharaawy - Schick) ha però preferito far riposare Strootman, concedendo una chance a Pellegrini; il Cagliari si presenta con un 3-5-1-1 mirato ad infoltire il centrocampo e Joao Pedro dietro all'unica punta Pavoletti.

1° Tempo
La partita inizia con il copione che tutti si aspettano: la formazione di casa prende subito il pallino del gioco, mentre gli ospiti pensano a difendersi. Nonostante l'inerzia della partita sia saldamente nelle mani della Roma, il primo pericolo arriva soltanto al 10' minuto, su un tiro da posizione defilata di Kolarov. Al 21' ed al 24' si fa vedere Patrick Schick, nel primo caso recuperando palla ma venendo neutralizzato dai difensori sardi; nel secondo caso con un colpo di testa che finisce alto sopra la traversa. La Roma fatica a produrre un gioco fluido,  questo permette al Cagliari di riuscire a tenere la propria porta inviolata: in questa fase della partita è Nainggolan il più pericoloso con diverse conclusioni da fuori area che terminano con un nulla di fatto.
Il primo tempo viene quindi chiuso sullo 0 a 0. 

2° Tempo.
La seconda frazione inizia con la stessa verve del primo tempo: la Roma che attacca, seppur con azioni "ferraginose", ed il Cagliari che si difende facendo filtro a centrocampo e cercando di ripartire in contropiede. Al 52' c'è l'episodio che potrebbe cambiare la partita: viene atterrato Dzeko in area da Cragno,inizialmente l'arbitro ammonisce il bomber per simulazione, ma con l'intervento del VAR, la decisione viene cambiata in calcio di rigore: dal dischetto va (l'ex) infallibile Perotti che si fa parare il rigore dall'estremo difensore cagliaritano. Dopo il rigore la Roma non si scoraggia ed aumenta la propria intensità in fase di attacco, anche perchè Di Francesco effettua al 72' esimo un cambio offensivo: toglie un centrocampista (Pellegrini) per un esterno d'attacco (El Shaarawy). Diego Lopez risponde inserendo Farias al posto di Joao Pedro. Nonostante l'aumento di intensità nel gioco, la Roma non riesce a sfondare in attacco ed anzi, sembra concedere qualcosa in fase difensiva con alcuni errori che potevano costare caro (al 78' il neo entrato Farias non riesce ad approfittarne). Gli altri cambi non sembrano modificare "il film" della partita, che sembra destinata ad un deludente 0 a 0, se non fosse che al 94', quando dopo una respinta Federico Fazio riesce a trovare il goal: il VAR non segnala irregolarità e l'Olimpico può finalmente sfogare la propria gioia.

Dal punto di vista degli ospiti, questa partita conferma che, con Diego Lopez, si è trovata una solidità difensiva ed un ordine (sopratutto a centrocampo) che con Rastelli non si erano mai visti, se non in alcune partite casalinghe della scorsa stagione. 
Per quel che riguarda la compagine capitolina, il primo elemento che viene alla luce è una presunta incompatibilità tra Dzeko e Schick: il ceco per tutta la partita ha sbagliato movimenti, avvicinando gli avversari al centravanti e finendo anche per scontrarsi con lui in un paio di occasioni (di cui una clamorosa); il secondo elemento invece è che nonostante una partita complicata ed il primo rigore parato a Perotti, la Roma ci ha sempre creduto, segno di una consapevolezza dei propri mezzi da squadra di vertice.

Fonte: l'autore Alessandro Gagliarducci

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