Ranieri come futuro ct della nazionale italiana?

L’attuale allenatore del Nantes sembra essere il più papabile per il nuovo corso

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(59 articoli pubblicati)
Ranieri

Per la ricostruzione del calcio italiano c’è molto da fare ma intanto bisogna scegliere a breve chi sarà il successore di Ventura come allenatore della nazionale. Dopo l’altisonante esclusione degli azzurri ai prossimi mondiali in Russia in programma quest’anno è stato cacciato via l’ex allenatore del Torino a suffragio universale ed ora si cerca con chi sostituirlo. Si sono fatti i nomi di grandi allenatori come Ancelotti, Conte ed Allegri ma tutti e tre sembrano aver declinato l’offerta. Allenatori di quel blasone non ci pensano minimamente ad allenare l’Italia in questo momento perché sarebbe un grandissimo rischio che potrebbe costargli caro in futuro. Infatti la nazionale è sprovvista di grandi calciatori di livello internazionale, persino Insigne, forse il miglior calciatore italiano in circolazione ha poca esperienza nelle competizioni europee, e se Lorenzo “Il Magnifico” sta messo così gli altri sono pure peggio.

Ad oggi è impensabile pensare di portare alla vittoria la nazionale della ricostruzione al suo primo ciclo vista la dipartita di molti veterani ed il mancato riciclo da parte di chi dovrebbe prenderne il posto. Perciò i grandi allenatori con grandi offerte sia tecniche sia economiche non possono rischiare di compromettere la loro immagine per immolarsi in una situazione disperata. Ed ecco qui entrare in gioco il tecnico impegnato quest’anno con il mediocre Nantes. Claudio Ranieri ha 66 anni ed avrebbe finalmente la chance che ogni italiano sogna, quella di diventare il CT della nazionale. Difatti Ranieri non ha nessuna offerta da alcun grande club perché non è percepito come un grande allenatore dai top club europei nonostante il miracolo compiuto poco più di due anni fa con le volpi del Leicester City.

La vittoria della Premier League è stata un’impresa epocale ed è stato il primo campionato vinto dal tecnico. Ranieri non fa parlare molto di sé, è un tipo molto tranquillo che pratica un discreto calcio, non spettacolare ma efficace, senza mai strafare. Inoltre ha moltissima esperienza avendo lavorato in diversi campionati europei. In Italia ha allenta diverse squadre, considerando solo gli ultimi anni guidò alla salvezza il Parma nel quale contribuì all’esplosione di Giuseppe Rossi come nuova stella del calcio italiano e se non avesse subito tutta quella serie di infortuni ai crociati probabilmente lo sarebbe diventato. Si trasferì alla Juventus nella stagione successiva e per due anni di fila fece due ottimi campionati portando i bianconeri alla qualificazione per la Champions League.

La stagione successiva passò alla Roma e riuscì a sfiorare lo Scudetto all’ultima giornata se non fosse stato per l’ingresso di Ibrahimovic in Parma Inter che cambiò le sorti del campionato. Ha allenato anche in Francia per un paio di stagioni essendo stato il tecnico del Monaco, prima riportandolo in Ligue 1 dalla seconda divisione per poi arrivare secondi l’anno successivo dietro al faraonico Paris Saint Germain. In Spagna ha guidato sia il Valencia ottenendo una Coppa del Re ed una Supercoppa Europea, mentre con l’Atletico Madrid venne esonerato dopo otto mesi. In Inghilterra, oltre ad aver compiuto recentemente l’impresa di portare alla vittoria una squadra quotata ad inizio stagione per la salvezza, allenò il Chelsea dal 2000 al 2004 arrivando nel suo ultimo anno a portare in semifinale di Champions i blues, ma venne comunque esonerato dal neo presidente Abramovich che gli preferì Josè Mourinho.

Insomma Ranieri ha maturato nell’arco di una lunghissima carriera tante esperienze molte diverse tra loro ottenendo mediamente dei buoni risultati. Non sarà il guru del pallone e non praticherà il bel gioco, ma con la sua calma ed umiltà ha le carte in regola per risollevare la nazionale maggiore con innesti giovani portandola tra quattro anni in Qatar con delle buone possibilità di stare tra le migliori otto del pianeta, per poi lasciare spazio a tecnici maggiormente quotati in grado di vincere manifestazioni internazionali.

Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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