Punizione a due in area di rigore

La punizione indiretta in area di rigore è una rappresentazione dell’inestinguibile tradizione calcistica che può essere adattata al calcio moderno

di Riccardo Mozzanica
Riccardo Mozzanica
(2 articoli pubblicati)

Nella stagione che sta per volgere al termine, gli errori arbitrali decisivi nell’arco di una partita sono diminuiti rispetto agli anni scorsi grazie all’utilizzo sempre più efficace della VAR e ad una classe arbitrale in continuo miglioramento.  Analizzando i rigori concessi si nota che gli errori in questione riguardano soprattutto i falli di mano sui quali è doveroso aprire una parentesi: Si possono aiutare gli arbitri istituendo una regola certa che limiti le variabili interpretative? Si può adattare la regola numero 12 al calcio moderno?

La risposta è assolutamente si. Si potrebbe provare a facilitare il compito del direttore di gara con l’introduzione della punizione a due in area di rigore in caso di falli di mano non volontari o istintivi che non impediscono chiaramente un gol. Per ridurre la possibilità di sbagliare l’interpretazione dei falli in questione è necessario ampliare i casi di utilizzo della regola numero 12 in modo tale da poter applicare un’uniformità di giudizio garantita da norme che rappresentano il giusto equilibrio tra infrazioni e punizioni. Ciò significherebbe minori polemiche, un conseguente aumento di discussioni legate a questioni prettamente tecnico-tattiche che gioverebbe molto alla comprensione del calcio come sport e una minore possibilità di errori dei direttori di gara che, nel dubbio, si troverebbero a disporre di un’alternativa decisionale posta nel mezzo tra il calcio di rigore e il "lasciar correre".

Questo cambiamento porterebbe benefici che vanno dal “toppare” le falle regolamentali sulla volontarietà dei falli di mano (in alcuni casi anche del gioco pericoloso in area di rigore) all’ aumento dello spettacolo con barriere infinite a difesa della propria porta. Aumentare la possibilità di concedere punizioni indirette in area di rigore ridarebbe il valore che merita a una regola che ha permesso gol storici come quello di Maradona al San Paolo contro la Juventus del 3 Novembre del 1985. 

Si può constatare inoltre che, soprattutto lo scorso anno, i rigori di questo tipo sono stati troppo spesso elargiti. E’ sportivamente ingiusto che una squadra lavori una settimana per preparare una partita per poi essere punita per un tocco di mano involontario su un cross innocuo indirizzato verso il centro dell’area o, peggio, su uno completamente sbagliato destinato alla bandierina opposta; non è corretto penalizzare con un difensore per il semplice fatto che non può far scomparire una sua parte del corpo durante la corsa.

Il calcio di rigore dovrebbe essere concesso in seguito a un atto molto più grave di un tocco di mano fortuito.

Un rigore è un gol, va conquistato, non regalato.
 

 

Fonte: l'autore Riccardo Mozzanica

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