Personale apologia dell’arbitro di Real-Juve Michael Oliver

Tutti a puntare il dito contro, ma in pochi avrebbero voluto essere al posto di un arbitro pesantemente criticato

di Filippo Serio
Filippo Serio
(12 articoli pubblicati)
Real Madrid v Juventus - UEFA Champions

Doppia premessa: l'opinione di chi scrive è quella di un giovane e inesperto arbitro di provincia, non quella di un professionista del settore né quella di un calciatore, un dirigente o un allenatore di calcio.  In secondo luogo, la stessa opinione non è quella di un sostenitore abituale della Juventus ma comunque quella di un italiano, sinceramente dispiaciuto di non poter assistere a due potenziali semifinali di Champions League all'italiana, soprattutto dopo l'impegno e la personalità dimostrata prima dalla Roma e poi -  forse ancora di più  - dalla Juventus. 

Detto questo.

Dal momento in cui l'arbitro Michael Oliver ha deciso per il rigore in favore del Real Madrid, con tutto il polverone che ne è derivato, ho sentito la necessità di spezzare una lancia in favore del giovane fischietto inglese, schematizzando quelli che rimangono pareri personali in tre punti:

  1. L'AZIONE DEL FALLO: Sulla sponda si Ronaldo, Lucas Vazquez è in vantaggio sul pallone rispetto a Mehdi Benatia, che arriva da dietro e cerca il pallone con il piede: il tocco sulla palla - se c'è - è tanto impercettibile dal vivo quanto con l'ausilio della tecnologia, ma in realtà ciò che probabilmente ha indotto il direttore di gara ad indicare il dischetto sono le mani del difensore bianconero sulla schiena di Vazquez, in virtù di una spinta ai danni di quest'ultimo. Quindi, l'episodio del fallo risulta del tutto interpretabile; e non avrebbe cambiato di molto le cose un eventuale utilizzo del VAR, poiché anche con una revisione a posteriori, l'arbitro avrebbe deciso da sé. Semmai l'unico errore di Oliver è stato quello di non aver espulso Benatia per aver ostacolato irregolarmente una chiara occasione da gol, dopo aver fischiato il calcio di rigore.
  2. IL MINUTO DI GIOCO: A mettere ancora di più sotto i riflettori dell'accusa la decisione di Oliver, è stato il fatto che si stesse giocando l'ultimo minuto di recupero, e che quindi l'arbitro abbia mancato di umanità punendo la Juve con il rigore; un discorso che non sta in piedi, visto che il 93' minuto vale come il 1', il 35' o il 75', ed è quindi parte regolamentare della gara. Sarebbe come dire che non valgono i gol segnati oltre un certo recupero.
  3. Il ROSSO A BUFFON: Il punto forse più spinoso. Nel momento in cui Oliver decreta per la massima punizione, immediatamente viene accerchiato da alcuni giocatori della Juventus tra cui Benatia e poi, subito dopo, dal portiere Buffon, visibilmente infuriato. In quanto capitano, il numero 1 bianconero ha tutto il diritto di poter colloquiare con il direttore di gara, ma non può permettersi di aggredirlo fisicamente: quello che forse è sfuggito a tutti, anche agli studi televisivi, è l'irruenza con cui Buffon si avvicina ad Oliver da dietro, ed è in quel momento che arriva il cartellino rosso. Assurdo poi che Gigi faccia riferimenti all'arbitraggio della partita d'andata, in cui ci si trovava in una situazione diversa ed il direttore di gara non era lo stesso della sfida al Bernabeu. 

Si è parlato anche di malagestione della gara in generale e di mancanza di sensibilità da parte di Michael Oliver durante Real Madrid-Juventus; come se gli arbitri preparassero le partite apposta per infrangere i sogni delle squadre e si divertissero ad assegnare rigori così scomodi. 

Fonte: l'autore Filippo Serio

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