Nuovo stadio e San Siro abbattuto: cinque motivi per il SÌ e per il NO

Inter e Milan sembrano intenzionate a voltare pagina, con la costruzione di un nuovo stadio e l'abbattimento di San Siro

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
Outside the San Siro Stadium

Per alcuni è un incubo, per altri un’occasione per fare un salto in avanti verso il rinnovamento: lo stadio Giuseppe Meazza, noto anche come San Siro dal quartiere in cui è ubicato, si avvia verso l’abbattimento. È stato costruito nel 1926, per volere dell’allora presidente del Milan Piero Pirelli. Un impianto sportivo mai visto in Italia che può contenere circa 80.000 spettatori. È uno stadio magico per ogni tifoso e ogni sportivo che ha potuto respirare la sua atmosfera anche per una singola partita di Inter e Milan, dalle magiche notti di Champions ai derby della Madonnina.

Cinque motivi per il SÌ:

- San Siro va abbattuto perché i due club milanesi hanno bisogno di aumentare i loro ricavi, seguendo l’esempio della rivale Juventus, che è stata la prima a costruirsi uno stadio di proprietà.

- L’innovazione tecnologica va avanti e San Siro è diventato ormai troppo vecchio. Ci sono stadi più belli, più moderni e più confortevoli. Bisogna seguire l’onda di rinnovamento che ha coinvolto anche il Tottenham con il suo nuovo stadio, sorto nella stessa zona dove c’era il White Hart Lane e costruito in 3 anni e mezzo (gli Spurs per quel periodo hanno giocato a Wembley), che il 3 aprile aprirà ufficialmente le porte al Tottenham per ospitare la prima storica partita in questo nuovo impianto.

- Il nuovo stadio porterebbe un guadagno enorme ai club, non solo per gli incassi, ma soprattutto per gli eventuali sponsor che sarebbero disposti a rilevare i naming rights dell’impianto (ovvero inserire il nome dello sponsor nello stadio, come l’Allianz Stadium della Juve, in cambio di milioni e milioni di euro).

- Ci sono diverse parti del Meazza che cominciano ad essere particolarmente scomode, i sedili non sono abbastanza distanziati tra loro e nei posti più lontani dal campo non si riesce a vedere bene il match.

- Per i due club, costruire il nuovo stadio insieme sarebbe un grosso aiuto in quanto permetterebbe loro di dividere la spesa: si parla di circa 600 milioni di euro che peserebbero molto sulle spalle delle due squadre.

Cinque motivi per il NO:

- Abbattere San Siro sarebbe un vero e proprio sacrilegio per i tifosi delle due squadre, troppo legati a questo stadio per tutte le emozioni che hanno provato lì dentro. Ci potrebbero essere soluzioni alternative, meno drastiche rispetto al buttare a terra la Scala del Calcio, come la ristrutturazione dello stadio (le due squadre, in tal caso, dovrebbero trovare una nuova sede temporanea nella quale giocare).

- Costruire un nuovo stadio non deve essere per forza vincolato alla distruzione di San Siro. Lo stadio, che è uno dei luoghi più visitati in assoluto dai turisti, potrebbe restare ancora “in vita” per trasformarsi in museo o per ospitare altri concerti. La storia di San Siro dal 1980 ad oggi è indissolubilmente legata alla musica. Proprio nel 1980, il 27 giugno per la precisione, Bob Marley fa il primo concerto a San Siro e riempie la Scala del Calcio.

- Secondo quanto trapela in merito al nuovo stadio, la sua capienza si aggirerebbe attorno ai 60.000 spettatori. Ma se il Meazza riesce a contenere fino a 80.000 persone, perché costruire uno stadio più piccolo?

- Con lo stadio nuovo e con i 60.000 posti a sedere, i prezzi dei biglietti aumenterebbero decisamente (per permettere maggiori guadagni alle società). In tal modo i tifosi, per andare a vedere la propria squadra del cuore, saranno costretti a spendere ancora di più di quanto hanno fatto (e a fatica) finora.

– "Va bene costruire il nuovo stadio, ma perché l’Inter dovrebbe essere costretta a continuare la convivenza con il Milan, e viceversa?" Le due tifoserie sono rivali e non accetterebbero molto volentieri il fatto di dover dividere nuovamente il proprio stadio con i cugini. Il sogno per i tifosi sarebbe quello di avere una “casa del Milan” e una “casa dell’Inter”, entrambe di proprietà. 

San Siro illuminato per il concerto di Fedez e J-Ax
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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