Leggende del calcio: “El Paròn” Nereo Rocco

Uno dei padri del celebre gioco all'italiana ovvero "catenaccio" e contropiede, Nereo Rocco ha scritto pagine importanti della storia del calcio italiano

di Gionatan Paglialonga
Gionatan Paglialonga
(38 articoli pubblicati)

Nereo Rocco nasce a Trieste il  20 Maggio 1912, dopo una buona carriera da giocatore durante la quale militò nella Triestina, nel Napoli e nel Padova iniziò la carriera da allenatore rivoluzionando con le proprie idee il calcio italiano.

I principi di gioco di Rocco erano molto innovativi per il calcio dell'epoca: l'allenatore utilizzava una tattica difensiva ideata in Svizzera negli anni trenta da Karl Rappan, che fu poi ribattezzata "catenaccio"; il modulo utilizzato prevedeva tre difensori ai quali erano assegnate rigide marcature a uomo, il sistema introduceva anche la figura del "libero": un centrocampista arretrato sulla linea dei difensori senza compiti di marcatura che si preoccupava di rimediare agli errori dei compagni di reparto.
Questa particolare disposizione tattica garantiva un assetto difensivo pressoché insuperabile e una volta recuperato il pallone, spesso dal "libero", permetteva di sorprendere gli avversari in contropiede.

Nella stagione 1947-48 la Triestina affida la panchina a Rocco che riesce subito ad adottare l'innovativo stile di gioco ottenendo risultati straordinari, riuscendo addirittura a classificarsi al secondo alle spalle del Grande Torino.

Dopo due ottimi ottavi posti nelle successive stagioni, il rapporto con la Triestina si interrompe bruscamente; il tecnico viene quindi assunto dalla Treviso in Serie B, dopo tre stagioni deludenti con i trevigiani Rocco torna alla Triestina ma fu esonerato a stagione in corso dopo l'amara sconfitta 0-6 contro il Milan.

Terminate queste ultime deludenti esperienze l'allenatore si lega al Padova, squadra nelle quale rimane per otto stagioni portandola prima in Serie A e poi ottenendo come miglior risultato uno storico terzo posto nella stagione 1957-58.

Nel 1967 dopo gli ottimi risultati raccolti con il Padova gli viene affidata l'importantissima panchina del Milan, con la società rossonera Nereo Rocco si afferma come uno degli allenatori più vincenti della storia del club conquistando: due scudetti, tre Coppa Italia, due Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe ed una Coppa Intercontinentale; durante la sua esperienza rossonera il tecnico contribuisce anche alla definitiva consacrazione di giocatori come Gianni Rivera, Fabio Cudicini e Kurt Hamrin.

L'allenatore triestino ha guidato il Milan per dieci stagioni complessive, intervallate da un esperienza con il Torino di quattro stagioni ed una con la Fiorentina durata solo una stagione; Rocco però non è ricordato soltanto per i successi ottenuti con i rossoneri, infatti oltre che per le sue innovative idee l'allenatore si contraddistingueva anche per la forte personalità, proprio a motivo del suo carattere burbero ma simpatico gli fu attribuito in dialetto il soprannome di "El Paròn", ovvero il padrone.

Morì il 20 febbraio 1979 dopo una breve malattia, nel 2012 a Trieste gli è stata dedicata una mostra in occasione del centenario della sua morte per ricordare uno dei personaggi sportivi più amati di tutti i tempi.

L'inventore del catenaccio

AC Milan Team
La fonte dell'articolo è l'autore Gionatan Paglialonga

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