Nella terra degli Zar di Russia arriva un Principino

Claudio Marchisio ha sciolto le riserve sul suo futuro: sarà lo Zenit San Pietroburgo la sua prossima destinazione

di Dario D'antoni
Dario D'antoni
(35 articoli pubblicati)
Marchisio capitano

I tifosi juventini non dimenticheranno facilmente la data del 17 agosto 2018. Nella calda estate che ha portato Cristiano Ronaldo e che ha sancito tra gli altri l'addio di Buffon, sul gong finale della sessione di calciomercato è arrivato un comunicato ufficiale di quelli che non ti aspetti: "Si chiude oggi la storia di Claudio Marchisio con la Juventus, dopo la rescissione consensuale del contratto".

Una storia lunga 25 anni, quelli trascorsi dal primo giorno in cui il Principino, un soprannome che avrebbe ottenuto solo molto tempo dopo, ma che già allora gli calzava a pennello, ha indossato per la prima volta la maglia bianconera. Lui ne aveva appena sette, una voglia matta di giocare e la testa piena di sogni.

Già allora, lo ha raccontato tante volte, sognava un giorno di continuare a vestire quella maglia, ma “tra i grandi”, in uno stadio vero, lottando per i trofei più importanti. Ha aspettato, ha giocato e vinto con le Giovanili, ha esordito nell'anno più difficile, quello della B, è andato a Empoli, per una stagione, è tornato. E ce l'ha fatta: 389 volte, 18° bianconero di sempre. Quando ormai era già si era già affermato in prima squadra, diceva di dover segnare di più, perché anche per un centrocampista i gol sono importanti. Ne ha fatti 37, 10 in una sola stagione, la 2011/12, chiusa in doppia cifra come un attaccante di razza. Voleva vincere. E ha vinto: quattro Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane e i sette scudetti del mito.

La Vecchia Signora scenderà in campo d'ora in avanti senza il suo Principino, senza il suo numero 8. L'addio si è consumato in maniera emozionante tramite i profili social del giocatore, una scelta diversa se paragonata ai giri di campo dei vari Buffon, Del Piero, Totti, Maldini, Zanetti, bandiere che lo hanno preceduto negli anni. Il primo post con cui lo stesso Marchisio ha aperto il cuore ai propri tifosi è datato 17 agosto: "Mille pensieri e mille immagini mi hanno accompagnato per tutta la notte. Non riesco a smettere di guardare questa fotografia e queste strisce su cui ho scritto la mia vita di uomo e di calciatore. Amo questa maglia al punto che, nonostante tutto, sono convinto che il bene della squadra venga prima. Sempre. In una giornata dura come questa, mi aggrappo forte a questo principio. Siete la parte più bella di questa meravigliosa storia, per questo motivo tra qualche giorno ci saluteremo in modo speciale. D'altronde l'8 non è altro che un infinito che ha alzato lo sguardo".

Parole che suonano come un colpo al cuore, raccontano di un campione che non trovava più spazio nella squadra che lo ha cresciuto e formato come uomo e come giocatore. Il saluto con i propri tifosi si è rinnovato il 22 agosto con altri due post, una lettera e un video che testimoniano il legame indissolubile tra Marchisio e la Juventus: "Quando ti rendi conto che quella che per 25 anni è stata la tua vita tutto d’un tratto farà parte di ciò che è stato, c’è un solo modo per continuare a vincere ed è sapere che in ogni caso non perderò nulla di tutto questo, perché sarà sempre parte di me ed io ne sarò sempre parte, ovunque sarò. "

Inizia cosi il saluto struggente rivolto ai propri tifosi, del quale voglio citare solo alcune frasi: "Ho indossato per la prima volta la maglia della Juventus a 7 anni, e da quel momento non l'ho mai tolta, neanche per un istante. Sono cresciuto con la sua filosofia, ed ho cercato di assorbirla e poi di esserne ambasciatore, sia sul campo, che nella vita di tutti i giorni. Si dice che alla Juventus "Vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta". Ognuno sa che, per onorare questa maglia, deve fare la propria parte. E questo discorso non vale solo per noi calciatori, ma anche per ogni singolo tifoso. La Juventus vince perché è più forte in campo e fuori."

Fino a ieri, 3 settembre: "The prestige of a great club. The most ambitious project. The same desire to win!" Due anni di contratto e maglia numero 10 dello Zenit.

до свидания Principino

Ciao Claudio.

Marchisio allo Zenit
Fonte: l'autore Dario D'antoni

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